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lunedì 29 luglio 2019

Ricerca di oro alluvionale, test di dispersione per canaletta - sluice.



L'articolo spiega cos'è un test di dispersione, a cosa serve ed a chi è rivolta tale utilità.

Un test di dispersione è utile per tutti coloro che, avendo acquistato una nuova canaletta, necessitano di trovare i parametri ottimali di piazzamento e di esercizio, oltre a capire i limiti di lavoro di quel determinato modello.
Come lo è stato da sempre per Manufatti Goldhunter, è uno strumento indispensabile per tutti coloro che progettano e costruiscono da soli la propria canaletta, utile, e direi fondamentale, nel determinare con esattezza i parametri di lavoro e di esercizio del prototipo iniziale; per arrivare con la miglior accuratezza a capire l'esatto range in cui la propria canaletta può operare, indicando con precisione sia la corrente minima supportata che quella massima e creando di fatto il parametro di esercizio della corrente, indicata in metri al secondo (ad esempio 2 - 3 metri al secondo). 
Ci sarà da determinare anche l'altezza ottimale dell'acqua all'interno della canaletta, anche qui avremo un minimo ed un massimo (ad esempio 2 - 4 centimetri).
Ultimo dato per ordine ma non per importanza è l'inclinazione con la quale una canaletta lavora nel modo corretto, per questo dato non esiste un parametro fisso poiché molto dipende dal tipo di salto e dalla corrente in ingresso, in questi casi generalmente si indica soltanto una angolazione massima da non superare, generalmente 19 gradi di pendenza, oltre la quale non si garantisce il trattenimento del nobile metallo. 
Un test di dispersione è quindi una prova atta a controllare eventuali perdite di una canaletta - sluice attraverso operazioni e modalità mirate. Un vecchio metodo, che è anche quello meno preciso e più approssimativo, era quello di passare nel piatto le sabbie di risulta depositate naturalmente sul letto del fiume/torrente nel corso della giornata, eppure questo test non riuscirà per ovvi motivi a passare tutto quanto il materiale accumulato, per cui non è possibile ritenerlo altamente esaustivo ma soltanto indicativo. 
Ecco quindi la necessità di utilizzare un raccoglitore che, dal primo all'ultimo sversamento di fino, possa raccogliere soltanto tutto il materiale pesante che esce dalla canaletta durante la giornata di lavoro.
Come fare quindi? 
Usando una batea medio - grande o una comune bacinella immersa o comunque appoggiata sul fondo del fiume o torrente con l'accortezza di piazzarla immediatamente sotto la cascatella di uscita della sluice, è bene mettere due o tre sassi pesanti dentro per garantirle stabilità sul fondo e per non rischiare di vedersela portare via dalla corrente. Se l'acqua davanti all'uscita della canaletta è più profonda, utilizzare un secchio con la stessa modalità ed accortezza. Se vi state chiedendo se il contenitore sarà destinato a saturarsi allora vi dico che con ogni probabilità non si saturerà, seguendo le istruzioni correttamente, l'idrodinamica applicata farà il resto, tenendo nel vostro contenitore solo il materiale pesante e facendo "volare oltre" quello più leggero, inoltre i sassi posti come peso agiranno da piccola gabbia per il materiale pesante e favoriranno il ricircolo di corrente per far uscire quello più leggero e sterile. 
A fine giornata quando avremo tirato su la nostra canaletta, andremo a prendere il contenitore del test ed andremo a passare nel piatto tutto quello che troviamo dentro. Se troviamo del nobile metallo nel contenitore non significa che la nostra canaletta sia da buttare via, può darsi che abbiamo esagerato con qualche parametro. Ricordiamoci che ogni modello di sluice ha i suoi e che non esiste un parametro assoluto, basta trovarlo per ogni canaletta.
Per chi non si accontenta o per i costruttori che testano prototipi al fine di ottimizzare i parametri e di verificare il comportamento e la tenuta dei materiali, ovviamente i test non finiscono al primo check ma proseguono in varie condizioni ambientali e di corrente, magari passando da fiumi a torrenti più impetuosi o viceversa. Dopo almeno tre o quattro test in varie condizioni, è possibile quindi stabilire con accuratezza molti dati e parametri.
Così è stato per le canalette Goldhunter dei Manufatti Goldhunter, non a caso sono accompagnate da schede tecniche complete e da tabella indicativa dei corretti parametri di esercizio, quest'ultima non nasce a caso ma è frutto di studi e test condotti sul fiume, essendo modelli che in primis devono soddisfare le alte esigenze dei membri del gruppo Gold Hunter che le utilizzano in servizio permanente effettivo, oltre a godere dell'ottimo feedback e dell'alto gradimento di tutti gli utenti di queste canalette, sia neofiti che esperti, sia in Italia che all'estero. 
Ci sono canalette che vanno bene ad un metro e mezzo di acqua al secondo come le scalette in legno classiche, ci sono sluice dai 2 ai 3 metri di acqua al secondo ed quelle da 3,5 -4 metri al secondo. Come capire la velocità dell'acqua? 
Basta una foglia, un ramoscello o in assenza di tutto questo andrà bene anche il classico sputazzo.
Diffidare sempre da chi non testimonia, non argomenta e non giustifica un test di dispersione, poiché se non supportato da dati precisi non si può ritenere tale e rimane soltanto un'asserzione senza base e fondamento.  
Questo comunque è solo il mio metodo di eseguire i test, ovviamente ci possono essere diverse soluzioni che portano alle stesse conclusioni ma devono essere pur sempre oggettivamente ragionevolmente argomentate.
Nella foto un test di dispersione del 2014 da parte di Manufatti Goldhunter utilizzando un secchio.

venerdì 12 gennaio 2018

Gold Hunter Adventure day






Evento rivolto a singoli privati che vogliono conoscere da vicino la realtà tipica di una giornata da cercatore d'oro italiano. Giornata puramente a scopo dimostrativo ed illustrativo, non didattica. 

il programma prevede circa 8 ore dedicate all'ospite, dal ritrovo al parcheggio fino al ritorno allo stesso.

Check di apertura alle 8 - 8,30. La giornata si sviluppa raggiungendo il sito scelto per la spedizione, si piazza il campo e si prende confidenza con la zona. Per iniziare, con un buon caffè al campo, verrà fatta una breve "infarinatura" preliminare, un' introduzione teorica generale su alcune basi fondamentali relative alle attività che andremo a scandire. 
Ogni fase successiva e passaggio verranno svolti attraverso la costante spiegazione e gli opportuni approfondimenti; il resto della mattinata si passerà ad illustrare materialmente la filiera estrattiva completa: scelta del punto di scavo, tecnica di scavo e ripristino del sito, tecnica di raffinazione, tecnica di pulizia, uso della canaletta, pulizia finale con la batea ed imboccettamento del nobile metallo. 

La mattina passa così, con qualche pausa ogni tanto e poi verso mezzogiorno si mangia. 
L'ospite avrà a disposizione una comoda sedia da campo con schienale ed un riparo se necessario. A pranzo verranno date due opzioni: pranzo al sacco semplice (un panino imbottito, una bottiglietta d'acqua naturale, un frutto di stagione e caffè caldo dopo il pasto. ) oppure  elaborato (due panini imbottiti differenti, un quarto di vino rosso , una bottiglietta d'acqua, un frutto di stagione, un dolcetto-merendina e caffè caldo  dopo il pasto).

Nel pomeriggio, dalle 13 circa, l'ospite sarà libero di provare personalmente a cimentarsi da solo nella pratica della ricerca, usando tutte le attrezzature necessarie che verranno messe a sua disposizione e sarà seguito in ogni fase. Verso le 15 si iniziano le operazioni di sgombero del campo, con calma. Prima di lasciare il campo per recarsi al parcheggio, verrà consegnato all'ospite, in una boccetta, la metà del raccolto del giorno ed una copia cartacea del DECALOGO GOLD HUNTER con dedica personale. 

Per info e prenotazioni 
Messaggio privato sulla pagina facebook @goldhuntermilano
oppure una mail a goldhuntermilano@gmail.com

venerdì 18 agosto 2017

Come si è formato il deposito aurifero italiano ed i depositi secondari piemontesi come la Bessa?

COME SI E’ FORMATO IL DEPOSITO AURIFERO ITALIANO
ED I DEPOSITI SECONDARI PIEMONTESI COME LA BESSA?

Durante l'ultima grande espansione glaciale (LGM), la quale iniziò circa 24.000 anni fa per terminare intorno a 10.000 anni fa, dalle alpi scendevano a valle verso la pianura padana enormi ghiacciai in espansione.
Enormi colossi di ghiaccio che al loro passaggio lento ed implacabile travolgevano, schiacciavano triturando ogni cosa che trovavano sul proprio cammino e che ne intralciava il percorso.
Il materiale trasportato nel ghiaccio in posizione superiore come "carico superficiale" veniva trasportato fino a depositarsi diventando depositi di ablazioni, generando morene laterali e frontali.
Al termine dell'ultima glaciazione ed al conseguente ritiro dei ghiacciai risultò quindi che gli anfiteatri morenici formatisi subirono poi un parziale rimodellamento dovuto all'azione delle acque superficiali ed in alcuni tratti tagliati e scolpiti dai corsi d'acqua incanalati.
L'esempio più immediato di questo tipo di formazione sono i placer auriferi di Villareggia e Mazzè dove la Dora Baltea attraversa le morene frontali dell'anfiteatro morenico di Ivrea.
L'origine della Bessa è molto simile ma i placer auriferi in questo caso si sono formati lateralmente e non frontalmente, i corsi d'acqua incanalati quindi non tagliano la morena laterale ma sono paralleli ad essa. 

Nella scheda sottostante, i depositi morenici ed alluvionali della Bessa. 
 

Fonti/Credits:

PIPINO Giuseppe. 
La raccolta dell'oro nei fiumi della Pianura Padana. Tipolit. Novografica Valenza 1989 

PIPINO Giuseppe.
L'oro della Bessa. "Not. Min. Palent." 12 dicembre 1998

PIPINO Giuseppe.
Lo sfruttamento nei terrazzi auriferi della Gallia Cisalpina.
Oro, miniere, storia. Miscellanea di giacimentologia e storia mineraria italiana.
Museo storico dell'oro italiano. Ovada 2003



 Sergio Cirillo
Gold Hunter
Milano


venerdì 30 giugno 2017

Come si forma l'oro.

COME SI FORMA L’ORO
L’oro non si forma in natura, sul pianeta Terra non si formano temperature così elevate da poterlo consentire, ci vogliono 31 – 32 miliardi di gradi per fondere gli elementi chimici che compongono il nobile metallo.
E allora dove ha origine l’oro?
L’oro si forma nell’ universo, nello spazio sconfinato a seguito di una supernova, l’esplosione successiva al collasso di una stella e nel breve lasso di tempo di quella spettacolare esplosione cosmica si producono temperature appunto di 31 – 32 miliardi di gradi tali da permettere a tutte le particelle circostanti di raggiungere il punto di fusione per combinarsi insieme tra loro e formare elementi pesanti tra cui appunto l’oro.
Quindi l’oro è un elemento che non “cresce” spontaneo sul pianeta ma cambia solo forma e stato fisico.



domenica 4 giugno 2017

La Pagina Gold Hunter festeggia i 500 like su facebook.



Gold Hunter - Milano Ricerca oro alluvionale festeggia il traguardo dei 500 like su facebook fissando il prossimo a quota 1000. 
Si ringraziano davvero tutti gli amici che seguono la pagina sia della comunità di cercatori italiani che di quella mondiale, grazie a tutti davvero di cuore. Un ringraziamento personale va a Matteo Oberto di Duck Gold Prospecting, Sponsor Partner e supporter ufficiale Gold Hunter - Italian Gold Fever da dicembre 2016 per aver sempre creduto in questa alleanza che ha già sviluppato collaborazioni che sono soltanto agli albori. 
Matteo è un ragazzo che dà tanto a tutti, è sempre prodigo di spiegazioni ed approfondimenti molto istruttivi e interessanti sulla particolare tematica e materia che è la geologia e la geologia aurifera nello specifico. Ragazzi così ce ne sono pochi. 
Grazie Matt!




giovedì 4 maggio 2017

Concluso con successo il primo GOLD HUNTER CAMP.


Si è tenuto dal 7 al 9 aprile 2017 nei boschi piemontesi, lungo le sponde del torrente Elvo il primo GOLD HUNTER CAMP, un accampamento del gruppo di ricerca GOLD HUNTER MILANO di tre giorni e due notti con quattro tende piazzate. Primo gruppo di ricerca ad effettuare quest'esperienza in Italia.


BUONA LA PRIMA

Pur essendo in una fase ancora ritenuta "sperimentale" per quanto riguarda l'organizzazione appunto di eventi come questo dedicato ai cercatori d'oro in Italia, il gruppo Gold Hunter ha saputo da subito mostrato padronanza e confidenza con ogni aspetto e dinamica delle attività di un campo sotto ogni punto di vista e non solo logistico, questo anche grazie alle esperienze maturate col tempo nell'outdoor.

Nel puro stile ricreativo delle attività Gold Hunter, in questi tre giorni i tempi sono stati scanditi dai ritmi del campo e dalle attività da cercatori nei pressi, il tutto totalmente immersi in un tempio naturale dove risiede il tesoro più prezioso, la libertà.

Vita all'aria aperta, attività da campo e ricerca; avventura pura.


                                      GOLD HUNTER CAMP - intro














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