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mercoledì 7 agosto 2019

Cercatori d'oro. Mappatura di un territorio.


CONCETTO DI MAPPATURA DI UN TERRITORIO 

Di ogni territorio di nostro interesse possiamo dire di conoscere davvero soltanto i posti  in cui siamo stati fisicamente e dei quali abbiamo un riscontro personale ed un’esperienza  diretta.
Quando osserviamo le mappe digitali ed anche quelle cartacee abbiamo indicazioni più o meno precise e più o meno aggiornate soltanto dei contorni delle cose, e dei loro bordi fotografici tridimensionali; ma nulla può sostituire il riscontro fisico che in pochi istanti appura forme, pendenze, altezze, distanze, curve e passaggi, trasmutando tutte le informazioni in conoscenza diretta.
La vera mappatura personale di un cercatore o di qualsiasi esploratore, inizia quando si trova sul posto e passa per ogni metro quadrato di suolo fluviale toccato ed analizzato durante la giornata.  Una volta acquisito questo dato fondamentale possiamo dire di avere quindi una determinata mappatura.
In alcuni casi si torna negli stessi territori ma spostandosi di tanto in quanto, nel tempo, di alcune decine di metri, 20, 30, 50 e lo si fa per varie ragioni, alcune dettate dall’ abbassamento ed innalzamento dei livelli idrometrici  ed altre per curiosità, voglia di conoscere, vedere e toccare  o per spirito di avventura.
 Si cambia magari ansa, sponda o ramo ma si rimane comunque all’interno di una cerchia più ampia (ma ancora  comunque circoscritta) in cui si conoscono alcuni punti toccati in precedenza.  Percorrendo poi i tratti che dividono i vari punti ed effettuando una ricognizione visiva nelle aree intermedie riusciamo ad avere una diretta e quasi totale conoscenza del territorio in tutta la sua ampiezza, quindi si può affermare di aver completato ed ampliato allo stesso tempo la personale mappatura di quel posto.

Video illustrativo.


LA NOSTRA ESPERIENZA DI COMPLETAMENTO DELLA MAPPATURA DI UNA ZONA
Per noi come Gruppo Gold Hunter (formato da due effettivi) recentemente c’è stato appunto un primo completamento della mappatura di una zona abbastanza ampia (che frequentiamo da quasi cinque anni)  la cui forma è ad “isola” ed è a ridosso della riva ma in pratica all’interno del letto del fiume, pur essendo di dimensioni imponenti.
Essendoci affezionati a questo posto, nel tempo lo abbiamo studiato anche incrociando ogni tipo di mappa, time laps compresi (interessantissimi) e poi negli anni, dopo che parecchi punti del posto erano stati visitati e vissuti,  è sorta quasi spontanea e naturale la voglia e la curiosità ( quasi un’esigenza) di fare una “circumnavigazione” completa dei confini che inizialmente non prendevamo nemmeno in considerazione,  completando fisicamente il giro e l’esplorazione del territorio in questione  con l’importanza fondamentale del riscontro visivo e del “toccare con mano” in modo da circoscrivere poi appunto  l’area.
Ci siamo presi il nostro tempo quel giorno, alle sette del mattino eravamo già sul posto pronti ed abbiamo preso il cammino opposto a quello che solitamente per anni abbiamo fatto (dal quale punto però avremmo dovuto sbucare a fine giornata, come il filo che passa con l’ago per chiudere una cucitura.)  avventurandoci per un sentiero mai battuto a piedi da noi, ma visto soltanto a poche decine di metri per tanto tempo. Abbiamo tenuto il sentiero costeggiando la parte dell’isola che già conoscevamo e fino a dove eravamo arrivati ad esplorare,  grosso modo e poi siamo scesi ed avventurati addentrandoci nella selva tra alberi caduti, sassi e rovi belli alti.  
I primi terreni che abbiamo dovuto attraversare erano abbastanza impervi e pieni di ostacoli, si procedeva quindi lentamente ed ogni cinque – dieci metri a quel punto mi fermavo qualche secondo per rendermi conto del posto e per orientarmi nei punti di riferimento che avevo dalle mappe digitali studiate con il mio compagno di avventura Alessandro, trovandoci in luoghi ancora inesplorati e sconosciuti da noi.
Così facendo siamo riusciti a costeggiare il fianco del ramo interno ed arrivare all’estremo confine sud, potendo quindi proiettare lo sguardo laddove prima non era ancora arrivato, ampliando i nostri confini.  
A quel punto abbiamo iniziato la risalita dal versante opposto a quello in cui siamo arrivati, quindi verso il fiume dove l’ostacolo per camminare bene non era più la folta vegetazione ma una distesa di sassi sconnessi.   Poche decine di metri di cammino ed abbiamo effettuato una sosta esplorativa veloce (senza piazzare il campo, solo giù li zaini e il carico) per fare alcune prospezioni,  per controllare dimensioni e tipologia delle pietre e la conformazione del terreno. 
Terminata queste operazioni , abbiamo rimesso in spalla zaini e carichi vari ed abbiamo ripreso la risalita, camminando lentamente sia per le pietre che ostacolavano un cammino regolare e sia per poter fissare visivamente ogni fotogramma di quella parte di isola che non avevamo ancora toccato e che appariva nuova ai nostri occhi. Pochi minuti dopo iniziamo a scorgere i posti dove noi operiamo spesso, dove ci accampiamo, e per la prima volta li vediamo da sud, in lontananza ma li riconosciamo perché sono a noi familiari, sanno di rifugio, di “casa”.
Una volta arrivati al nostro vecchio posto abbiamo finalmente piazzato il campo e fissato la bandiera ad un albero;  tra una cosa e l’altra si sono fatte le otto, otto e un quarto del mattino e siamo già stanchi, spompati e sudati ma ci beviamo il nostro caffè caldo dal thermos soddisfatti di aver completato qualcosa per noi come gruppo di ricerca e per aver affrontato e portato a termine alle prime luci dell’alba una nuova faticosa avventura in mezzo alla natura, come una sfida vinta con sé stessi, con tutto il suo carico di significati personali. 
Sergio Cirillo

Gold Hunter 

lunedì 29 luglio 2019

Ricerca di oro alluvionale, test di dispersione per canaletta - sluice.



L'articolo spiega cos'è un test di dispersione, a cosa serve ed a chi è rivolta tale utilità.

Un test di dispersione è utile per tutti coloro che, avendo acquistato una nuova canaletta, necessitano di trovare i parametri ottimali di piazzamento e di esercizio, oltre a capire i limiti di lavoro di quel determinato modello.
Come lo è stato da sempre per Manufatti Goldhunter, è uno strumento indispensabile per tutti coloro che progettano e costruiscono da soli la propria canaletta, utile, e direi fondamentale, nel determinare con esattezza i parametri di lavoro e di esercizio del prototipo iniziale; per arrivare con la miglior accuratezza a capire l'esatto range in cui la propria canaletta può operare, indicando con precisione sia la corrente minima supportata che quella massima e creando di fatto il parametro di esercizio della corrente, indicata in metri al secondo (ad esempio 2 - 3 metri al secondo). 
Ci sarà da determinare anche l'altezza ottimale dell'acqua all'interno della canaletta, anche qui avremo un minimo ed un massimo (ad esempio 2 - 4 centimetri).
Ultimo dato per ordine ma non per importanza è l'inclinazione con la quale una canaletta lavora nel modo corretto, per questo dato non esiste un parametro fisso poiché molto dipende dal tipo di salto e dalla corrente in ingresso, in questi casi generalmente si indica soltanto una angolazione massima da non superare, generalmente 19 gradi di pendenza, oltre la quale non si garantisce il trattenimento del nobile metallo. 
Un test di dispersione è quindi una prova atta a controllare eventuali perdite di una canaletta - sluice attraverso operazioni e modalità mirate. Un vecchio metodo, che è anche quello meno preciso e più approssimativo, era quello di passare nel piatto le sabbie di risulta depositate naturalmente sul letto del fiume/torrente nel corso della giornata, eppure questo test non riuscirà per ovvi motivi a passare tutto quanto il materiale accumulato, per cui non è possibile ritenerlo altamente esaustivo ma soltanto indicativo. 
Ecco quindi la necessità di utilizzare un raccoglitore che, dal primo all'ultimo sversamento di fino, possa raccogliere soltanto tutto il materiale pesante che esce dalla canaletta durante la giornata di lavoro.
Come fare quindi? 
Usando una batea medio - grande o una comune bacinella immersa o comunque appoggiata sul fondo del fiume o torrente con l'accortezza di piazzarla immediatamente sotto la cascatella di uscita della sluice, è bene mettere due o tre sassi pesanti dentro per garantirle stabilità sul fondo e per non rischiare di vedersela portare via dalla corrente. Se l'acqua davanti all'uscita della canaletta è più profonda, utilizzare un secchio con la stessa modalità ed accortezza. Se vi state chiedendo se il contenitore sarà destinato a saturarsi allora vi dico che con ogni probabilità non si saturerà, seguendo le istruzioni correttamente, l'idrodinamica applicata farà il resto, tenendo nel vostro contenitore solo il materiale pesante e facendo "volare oltre" quello più leggero, inoltre i sassi posti come peso agiranno da piccola gabbia per il materiale pesante e favoriranno il ricircolo di corrente per far uscire quello più leggero e sterile. 
A fine giornata quando avremo tirato su la nostra canaletta, andremo a prendere il contenitore del test ed andremo a passare nel piatto tutto quello che troviamo dentro. Se troviamo del nobile metallo nel contenitore non significa che la nostra canaletta sia da buttare via, può darsi che abbiamo esagerato con qualche parametro. Ricordiamoci che ogni modello di sluice ha i suoi e che non esiste un parametro assoluto, basta trovarlo per ogni canaletta.
Per chi non si accontenta o per i costruttori che testano prototipi al fine di ottimizzare i parametri e di verificare il comportamento e la tenuta dei materiali, ovviamente i test non finiscono al primo check ma proseguono in varie condizioni ambientali e di corrente, magari passando da fiumi a torrenti più impetuosi o viceversa. Dopo almeno tre o quattro test in varie condizioni, è possibile quindi stabilire con accuratezza molti dati e parametri.
Così è stato per le canalette Goldhunter dei Manufatti Goldhunter, non a caso sono accompagnate da schede tecniche complete e da tabella indicativa dei corretti parametri di esercizio, quest'ultima non nasce a caso ma è frutto di studi e test condotti sul fiume, essendo modelli che in primis devono soddisfare le alte esigenze dei membri del gruppo Gold Hunter che le utilizzano in servizio permanente effettivo, oltre a godere dell'ottimo feedback e dell'alto gradimento di tutti gli utenti di queste canalette, sia neofiti che esperti, sia in Italia che all'estero. 
Ci sono canalette che vanno bene ad un metro e mezzo di acqua al secondo come le scalette in legno classiche, ci sono sluice dai 2 ai 3 metri di acqua al secondo ed quelle da 3,5 -4 metri al secondo. Come capire la velocità dell'acqua? 
Basta una foglia, un ramoscello o in assenza di tutto questo andrà bene anche il classico sputazzo.
Diffidare sempre da chi non testimonia, non argomenta e non giustifica un test di dispersione, poiché se non supportato da dati precisi non si può ritenere tale e rimane soltanto un'asserzione senza base e fondamento.  
Questo comunque è solo il mio metodo di eseguire i test, ovviamente ci possono essere diverse soluzioni che portano alle stesse conclusioni ma devono essere pur sempre oggettivamente ragionevolmente argomentate.
Nella foto un test di dispersione del 2014 da parte di Manufatti Goldhunter utilizzando un secchio.

venerdì 12 gennaio 2018

Gold Hunter Adventure day






Evento rivolto a singoli privati che vogliono conoscere da vicino la realtà tipica di una giornata da cercatore d'oro italiano. Giornata puramente a scopo dimostrativo ed illustrativo, non didattica. 

il programma prevede circa 8 ore dedicate all'ospite, dal ritrovo al parcheggio fino al ritorno allo stesso.

Check di apertura alle 8 - 8,30. La giornata si sviluppa raggiungendo il sito scelto per la spedizione, si piazza il campo e si prende confidenza con la zona. Per iniziare, con un buon caffè al campo, verrà fatta una breve "infarinatura" preliminare, un' introduzione teorica generale su alcune basi fondamentali relative alle attività che andremo a scandire. 
Ogni fase successiva e passaggio verranno svolti attraverso la costante spiegazione e gli opportuni approfondimenti; il resto della mattinata si passerà ad illustrare materialmente la filiera estrattiva completa: scelta del punto di scavo, tecnica di scavo e ripristino del sito, tecnica di raffinazione, tecnica di pulizia, uso della canaletta, pulizia finale con la batea ed imboccettamento del nobile metallo. 

La mattina passa così, con qualche pausa ogni tanto e poi verso mezzogiorno si mangia. 
L'ospite avrà a disposizione una comoda sedia da campo con schienale ed un riparo se necessario. A pranzo verranno date due opzioni: pranzo al sacco semplice (un panino imbottito, una bottiglietta d'acqua naturale, un frutto di stagione e caffè caldo dopo il pasto. ) oppure  elaborato (due panini imbottiti differenti, un quarto di vino rosso , una bottiglietta d'acqua, un frutto di stagione, un dolcetto-merendina e caffè caldo  dopo il pasto).

Nel pomeriggio, dalle 13 circa, l'ospite sarà libero di provare personalmente a cimentarsi da solo nella pratica della ricerca, usando tutte le attrezzature necessarie che verranno messe a sua disposizione e sarà seguito in ogni fase. Verso le 15 si iniziano le operazioni di sgombero del campo, con calma. Prima di lasciare il campo per recarsi al parcheggio, verrà consegnato all'ospite, in una boccetta, la metà del raccolto del giorno ed una copia cartacea del DECALOGO GOLD HUNTER con dedica personale. 

Per info e prenotazioni 
Messaggio privato sulla pagina facebook @goldhuntermilano
oppure una mail a goldhuntermilano@gmail.com

giovedì 4 maggio 2017

Concluso con successo il primo GOLD HUNTER CAMP.


Si è tenuto dal 7 al 9 aprile 2017 nei boschi piemontesi, lungo le sponde del torrente Elvo il primo GOLD HUNTER CAMP, un accampamento del gruppo di ricerca GOLD HUNTER MILANO di tre giorni e due notti con quattro tende piazzate. Primo gruppo di ricerca ad effettuare quest'esperienza in Italia.


BUONA LA PRIMA

Pur essendo in una fase ancora ritenuta "sperimentale" per quanto riguarda l'organizzazione appunto di eventi come questo dedicato ai cercatori d'oro in Italia, il gruppo Gold Hunter ha saputo da subito mostrato padronanza e confidenza con ogni aspetto e dinamica delle attività di un campo sotto ogni punto di vista e non solo logistico, questo anche grazie alle esperienze maturate col tempo nell'outdoor.

Nel puro stile ricreativo delle attività Gold Hunter, in questi tre giorni i tempi sono stati scanditi dai ritmi del campo e dalle attività da cercatori nei pressi, il tutto totalmente immersi in un tempio naturale dove risiede il tesoro più prezioso, la libertà.

Vita all'aria aperta, attività da campo e ricerca; avventura pura.


                                      GOLD HUNTER CAMP - intro














domenica 13 novembre 2016

LEGGE REGIONALE DEL PIEMONTE. Legislazione minerali, testo ed analisi.

LEGGE REGIONALE DEL PIEMONTE
Testo ed analisi:

Regione Piemonte

LEGGE REGIONALE 4 aprile 1995, n.51.
Normative per la ricerca e la raccolta di minerali a scopo collezionistico, didattico e scientifico.
 Il COMMISSARIO REGIONALE ha approvato.
Il COMMISSARIO del GOVERNO ha apposto il visto
alla seguente legge:
 

Articolo 1
Finalità e ambito.
1. La Regione, al fine di una migliore conservazione del patrimonio naturale e della tutela ambientale, disciplina con la presente legge la ricerca e la raccolta di minerali esclusivamente a scopo collezionistico, didattico e scientifico.
2. Sono di interesse mineralogico e non minerario tutti i campioni di minerali che,  compresi o non tra le sostanze minerali elencate nel regio decreto 29 luglio 1927, n. 1443 e successive modifiche e integrazioni, non sono suscettibili di utilizzazione industriale e rivestono esclusivo interesse collezionistico e scientifico, perchè rappresentativi di una o più specie o di una paragenesi.
3. Dalla presente legge rimane esclusa la raccolta di fossili già regolata dalla legge 1° giugno 1939, n. 1089 e successive modificazioni. 

ANALISI
L'articolo 1, come nel regolamento della Lombardia, presenta di fatto la legge che segue, spiegando che la stessa è stata costituita al fine di proteggere e conservare al meglio il patrimonio naturale a tutela dell'ambiente, chiudendo con l'esclusione dalla legge l'estrazione di fossili.

Articolo 2
Registro regionale dei raccoglitori
1. La Regione istituisce un registro regionale dei raccoglitori e ricercatori di minerali.
2. Chiunque intenda svolgere tale attività nell’ambito della presente legge, è tenuto a darne comunicazione scritta al Presidente della Giunta Regionale, che entro sessanta giorni dalla data di ricevimento rilascia apposito attestato di iscrizione che costituisce autorizzazione allo svolgimento dell’attività stessa.
3. L’attestato di cui al comma 2 può essere revocato dal Presidente della Giunta Regionale ai raccoglitori che per due volte siano incorsi nelle sanzioni di cui all’articolo 12.

ANALISI
L'articolo 2 istituisce il registro permanente regionale dei "raccoglitori e ricercatori di minerali". Per l'iscrizione si deve chiedere il permesso alla giunta regionale, si può mandare un fax oppure una mail, entro sessanta giorni arriva a casa un tesserino cartaceo da portare sempre con sé. La regione si riserva di togliere il tesserino (e quindi di non concedere più il permesso di praticare) a chiunque abbia contravvenuto 2 volte agli articoli della legge stessa e che sia incappato quindi in due sanzioni amministrative.
Per chiedere il permesso è possibile accedere comodamente dal link messo a disposizione in questo Blog che trovate scorrendo la colonna destra.
Questo articolo mi piace molto perché a differenza della Lombardia, attraverso il registro, può costantemente censire il numero di ricercatori che operano o possono operare in regione, in più, sostanzialmente può bandire quei cercatori che non rispettino le leggi vigenti.  
Alla seconda sanzione 
SEI FUORI DAL GIOCO - GAME OVER 
Mi piace perché è severa ma giusta e concede comunque una seconda chance; ricorda tanto quel detto che cita "La prima si perdona, la seconda si bastona" perché tutti possiamo sbagliare ma la reiterazione allora viene punita con la massima severità, ritiro del permesso e a casa!

Articolo 3
Ricerca e raccolta di minerali
1. La ricerca e la raccolta di minerali sono consentite entro i limiti e con l’impiego dei mezzi di cui ai successivi articoli.
2. La ricerca e la raccolta si effettuano con tecniche e modalità che garantiscano il rispetto dell’equilibrio idrogeologico complessivo dello strato umifero, della stabilità del terreno e dell’integrità della eventuale parte restante del giacimento minerale.
3. La ricerca e la raccolta non devono comportare negative interferenze con la flora e con la fauna stanziale e migratoria.

ANALISI
L'articolo 3, come quello della Lombardia (Le due leggi presentano svariate analogie) regolamenta il comportamento che dobbiamo tenere nei siti naturali che andiamo ad incontrare di volta in volta, articolo molto ecologista e fortemente improntato sul rispetto totale dell'ecosistema in tutte le sue forme, sia quella del suolo e sottosuolo che della flora (tutto il mondo vegetale) e fauna (mondo animale) stanziale e migratoria, specificando che la nostra azione non dovrà comportanre interferenze negative ai siti naturali che andiamo a visitare. Articolo praticamente identico a quello della Lombardia.

Articolo 4
Mezzi per la ricerca e la raccolta
1. Ai fini della presente legge è consentito esclusivamente l’impiego di attrezzature di tipo manuale, consistenti nella fattispecie in martelli, mazze dal peso massimo di cinque chilogrammi, scalpelli, piccozze, picconi, badili, ed altri attrezzi di lunghezza non superiore a un metro e sessanta centimetri.
2. E’ vietato l’uso di esplosivi, l’impiego di sostanze chimiche e l’utilizzo di qualsiasi mezzo meccanico o a motore.

ANALISI
L'articolo 4 disciplina le attrezzature autorizzate ad operare che, specifica, debbono essere puramente di tipo manuale, regolamenta pesi e lunghezze degli attrezzi: mazze e martelli massimi di 5 kg contro i 3 kg della Lombardia, e tutti gli altri attrezzi da scavo come piccozze, badili etc. non più lunghi ciascuno più di un metro e sessanta centimetri, contro il metro e cinquanta della Lombardia che limita anche la lunghezza degli scalpelli in 40 centimetri.  
Vietato anche in Piemonte l'uso di esplosivi e quello di sostanze chimiche, quest'ultimo divieto non viene citato nella legge lombarda, curiosità. 
Proibisce molto chiaramente l'utilizzo di qualsiasi mezzo meccanico o a motore. Punto. QUALSIASI, quindi anche la famigerata pompa, tanto per intenderci, non mi stancherò mai di dirlo e le multe sono salate. 
Poi alla seconda viene tolto il permesso.
Mi piace molto questo articolo perchè è chiaro, diretto ed immediato, rispetto a quello della lombardia che risulta più articolato.

Articolo 5
Ripristino
1. La ricerca e la raccolta di minerali non devono recare alterazioni permanenti all’ambiente naturale.
2. E’ fatto obbligo al ricercatore ed al raccoglitore di procedere all’immediato ripristino del sito nel modo il più possibile adeguato alle caratteristiche originarie della zona.

ANALISI

L'articolo 5 riprende ancora una volta l'aspetto eco sostenibile del nostro comportamento nei siti naturali d'interesse dando regole ed indicazioni ben precise al riguardo. Sottolinea che la nostra attività non deve arrecare alterazioni a carattere permanente all'ecosistema. 
Al punto due indica e dispone l'obbligo di ripristino del sito "nel modo il più possibile adeguato...". 
Ovviamente proibisce le alterazioni permanenti poiché nell'azione di scavo ne produciamo per forza una momentanea, indicando al punto due chiaramente il riassesto geologico attraverso una parola semplice: RIPRISTINO. Ovviamente non si tratta solo delle buche ma di tutte le costruzioni artificiali, anche i filari di pietre, le dighettine di  sbarramento per piazzare la canaletta (possono alterare l'ecosistema impedendo per esempio agli avannotti di proseguire il proprio vitale percorso ma anche un falò fatto con tutte le pietre attorno, insomma tutte quelle cose artificiali che possano comportare delle alterazioni. Personalmente anche questo articolo mi garba davvero molto, è chiaro e indica nella parola RIPRISTINO un obbligo chiaro da capire. Ovviamente non dobbiamo riasfaltare il sito e mettere in bolla la strada ma ripristinare al meglio possibile chiudendo la buca con pietroni e materiale di risulta facendone così sparire la montagnola. 
Basta un po' di buona volontà e un po' di gratitudine e rispetto verso quella natura di cui siamo sempre ospiti e mai padroni.


Articolo 6
Limiti della ricerca e della raccolta
1. Nell’ambito della ricerca e della raccolta di minerali non sono consentiti rapporti di concessione o convenzionali con diritto di esclusiva.
2. Resta salva la necessità del consenso del proprietario o titolare di altro diritto reale e del conduttore del fondo in cui si intende ricercare e raccogliere minerali.
3. Nell’ambito delle aree oggetto di concessione mineraria di cui al R.D. 1443/1927, suscettibili di rinvenimenti di interesse mineralogico, ove la concessione non sia decaduta, e con l’esclusione di quelle per acque minerali e termali e per idrocarburi, è richiesta specifica autorizzazione del distretto minerario competente del concessionario.
4. E’ fatto divieto di ricerca e raccolta di campioni di minerali in grotte o cavità naturali di origine carsica.

ANALISI
L'articolo 6, per spiegarlo in parole povere, dice che laddove la ricerca è consentita la terra è di tutti, nessuno può arrogarsi diritto di prelazione su un area a danno di altri, ovviamente, come dico sempre, non è che si va a scavare nello scavo attivo di un altro cercatore ma nel momento in cui ho richiuso il mio scavo ed abbandonato l'area naturale per tornare nella civiltà allora chiunque può venire e proseguire il lavoro laddove l'avevo lasciato. Purtroppo dal polso della comunità sul Social sono emerse anche intimidazioni e danneggiamenti alle auto in sosta fino a tagliare anche due gomme, no comment.

Articolo 7
Quantitativi di raccolta
1. Sono consentiti il distacco e la raccolta giornaliera pro capite di esemplari per un peso complessivo non superiore a quindici chilogrammi compresa la matrice rocciosa; nel caso di esemplare singolo è ammessa la tolleranza di cinque chilogrammi.
2. Nei giacimenti secondari auriferi è consentita la raccolta di un quantitativo giornaliero non superiore a cinque grammi per persona, ferme restando le competenze del distretto minerario competente.

ANALISI 
Articolo preciso che regolamenta la quantità di materiale che ogni cercatore può asportare dal sito al termine della sua giornata. A differenza dell'articolo lombardo al riguardo che cita il numero di campioni in modo vago, questo semplicemente indica nel peso il limite esatto di quantità, punto e basta. 15 kg per le rocce e i minerali con 5 kg di tolleranza (quindi fino a 20 kg) per un blocco di minerale unico, mentre per l'oro alluvionale è consentito un massimo di 5 grammi. Easy.

Articolo 8
Aree protette
1. I dipartimenti e gli istituti universitari di specifica competenza, i musei naturalistici, le associazioni o gli Enti mineralogici e gologici segnalano alla Giunta Regionale aree di particolare rilevanza mineralogica e scientifica.
2. Nelle aree di cui al presente articolo il Consiglio Regionale, con apposita deliberazione, può prescrivere specifiche norme o divieti in ordine alla ricerca ed alla raccolta.
3. Sono fatte salve le disposizioni previste nelle singole leggi regionali istitutive di aree protette.

ANALISI
L'articolo 8 spiega che nella regione vi possono essere dei siti naturali come enti e parchi con vincoli paesaggistici e quindi sottoposto a propri regolamenti interni spesso più restrittivi sino ad arrivare al divieto come nel caso dell'Adda in Lombardia. 


Articolo 9
Documentazione ed educazione ambientale
1. La Regione nell’ambito del Programma di documentazione, informazione ed educazione ambientale, ai sensi dell’articolo 4 della legge regionale 2 novembre 1982, n. 32, promuove la conoscenza, il rispetto e la tutela del patrimonio mineralogico.


ANALISI
Articolo di scarso interesse per noi come cercatori, riguarda i doveri della regione d'informare, promuovere adeguatamente il rispetto e la tutela del patrimonio ambientale.


Articolo 10
Deroghe
1. La Giunta Regionale, con deliberazione, può prevedere deroghe a quanto disposto dall’articolo 4, dall’articolo 6, comma 3, dall’articolo 7, e dall’articolo 8, commi 2 e 3 a favore di istituti e dipartimenti universitari e di musei naturalistici. Analoghe deroghe per quanto riguarda le aree protette regionali, sono deliberate a seguito dell’acquisizione del parere favorevole dell’Ente di gestione.
2. La deliberazione di cui al comma 1 deve indicare nominativamente le persone abilitate, la durata della deroga, le modalità, i mezzi consentiti, le zone di ricerca e di raccolta, i quantitativi massimi, nonchè l’istituto od il museo cui i campioni sono destinati.

ANALISI
Articolo burocratico che non interessa noi direttamente come cercatori di oro alluvionale a scopo ricreativo. 


Articolo 11
Vigilanza
1. L’osservanza alle norme della presente legge è demandata al personale del Corpo forestale dello Stato, al Comune interessato tramite gli agenti di polizia locale, urbana e rurale, al personale di vigilanza delle aree protette regionali, nei limiti territoriali delle aree stesse, ed alle guardie giurate  volontarie ed ecologiche nominate secondo le disposizioni della vigente legislazione regionale.


ANALISI 
Articolo che predispone le competenze per gli organi di vigilanza deputati a far osservare le norme ed elevare sanzioni amministrative. 

Articolo 12
Sanzioni
1. Sono previste le seguenti sanzioni amministrative:
a) da lire 2 milioni 500 mila a lire 7 milioni 500 mila qualora il materiale ricercato e raccolto sia utilizzato per scopi non previsti all’articolo 1, comma 1;
b) da lire 500 mila a lire un milione 500 mila per l’inosservanza a quanto previsto dall’articolo 4, con esclusione dell’impiego di esplosivo;
c) da lire un milione a lire 3 milioni per violazione a quanto previsto dall’articolo 5;
d) da lire 500 mila a lire un milione 500 mila per violazione a quanto previsto dall’articolo 6, comma 3;
e) da lire 250 mila a lire un milione per violazione a quanto previsto dagli articoli 2 e 7;
f) da lire 2 milioni a lire 8 milioni per violazione a quanto previsto dall’articolo 6, comma 4 e dagli articoli 8 e 10.
2. L’impiego di esplosivo è passibile delle pene previste dalle norme del Testo unico delle leggi di pubblica sicurezza approvato con regio decreto 18 giugno 1931, n. 773 e successive modifiche e integrazioni  e dalla legge 18 aprile 1975, n. 110.
3. Il materiale ricercato e raccolto in modo difforme dalle norme previste dalla presente legge è oggetto di confisca e consegnato al Museo regionale di scienze naturali o ad istituti e dipartimenti universitari, ovvero a musei naturalistici anche locali con preferenza per quelli della zona di ritrovamento.
4. Per l’accertamento delle violazioni e l’applicazione delle sanzioni previste dalla presente legge si applicano le norme ed i principi di cui al capo I della legge 24 novembre 1981, n. 689.

ANALISI
Le multe vanno da un minimo di 125,00 ad un massimo di 1.400,00 €uro e alla seconda ritirano il permesso e buonanotte ricerca in Piemonte. 

Articolo 13
Disposizioni finanziarie
1. Nello stato di previsione dell’entrata del bilancio per l’anno finanziario 1995 e per i successivi anni è istituito apposito capitolo con la denominazione ‘Proventi connessi alle sanzioni amministrative per la violazione delle norme previste dalla legge ‘’Normative per la ricerca e la raccolta di minerali a scopo collezionistico, didattico e scientifico’’’ da destinarsi a contributo per musei mineralogici operanti nell’ambito regionale aventi natura pubblica ( Museo regionale di Scienze naturali, musei civici , musei di Comunità Montane), in ragione del 50 per cento e con criteri definiti dalla Giunta Regionale.
La presente legge regionale sarà pubblicata nel Bollettino Ufficiale della Regione.
E’ fatto obbligo a chiunque di farla osservare come legge della Regione Piemonte.
Data a Torino, addì 4 aprile 1995
Gian Paolo Brizio  

ANALISI E CONCLUSIONI
L'articolo 13 non ci interessa ai fini della ricerca, articolo puramente burocratico.

La legge del Piemonte è chiara e precisa e non si presta ad interpretazioni, strutturata molto meglio di quella lombarda che presenta, a mio parere, alcuni punti un po' articolati, complessi e vaghi.

Sergio - Gold Hunter 

Se non hai ancora ascoltato la trasmissione di RADIO GOLD HUNTER dedicata alla lettura ed analisi della legge regionale del Piemonte allora puoi farlo da questo Player:

Ascolta Legge regionale del Piemonte" su Spreaker.




mercoledì 17 agosto 2016

Gold Hunter - 300 Like su Facebook


Gold Hunter - Ricerca oro alluvionale
 festeggia il traguardo dei 300 like su facebook. 
Grazie a tutti, thanks everybody!

Sembra ieri che tutto è iniziato per curiosità, per giocare all'avventura con una paletta a buon mercato, un setaccio ed una batea, senza stivali, senza attrezzatura decente, così, senza sapere niente di questo meraviglioso mondo tranne quattro nozioni in  croce lette su internet e finchè leggi va tutto bene, ma applicare sul territorio le nozioni è ben altra cosa e per chi non ha mai praticato, poi, è un bel salto nel vuoto.
Ale ed io, poi Gabri qualche volta nei primi tempi ma in lui non è mai scoccata la scintilla della passione nonostante  l'acquisto di una canaletta Goldblitz modello "Elvo" ed il set di batee e setaccio, materiale poi lasciato, diciamo, "in custodia" al gruppo. 
Il primo anno non lo conto perchè personalmente mi è servito per raggiungere un minimo livello tecnico per iniziare ad operare tutta la filiera estrattiva da solo, per fare una spedizione in solitaria, altrimenti non potevo considerarmi davvero un cercatore, dilettante ma pur sempre un cercatore. 
Poi è nato Gold Hunter, la mia pagina facebook che qui vede festeggiare i 300 like, e con lo stesso spirito di allora condivido ogni esperienza e ogni aspetto tecnico del mio percorso da cercatore, confrontandomi con amici cercatori di ogni parte del Paese e del mondo, tra cui spiccano nomi di tutto rispetto nel panorama nazionale ed oltreoceano e questo mi onora e per questo li ringrazio. 
Dopo aver autoprodotto nel 2013 la prima canaletta con Ale, la Goldhunter HS, dalla quale nacque poi la prima SPARTAN, il prototipo che ancora è la mia e custodisco gelosamente. Dopo aver riscontrato una serie di difficoltà logistiche e strumentali per poter produrre personalmente le canalette allora ho pensato a cercare qualcuno attrezzato con un laboratorio adeguato e che sia al contempo un buon artigiano con la capacità di trovare soluzioni e seguire i progetti con elevata qualità.
 Beh, c'è voluto tempo ma alla fine la fortuna aiuta gli audaci 
( audacias fortunas juvat ) perchè dopo quasi un anno di ricerca finalmente ho stretto lo storico accordo con il costruttore HCE con la nascita dei MANUFATTI GOLDHUNTER by HCE ed in nove mesi sono state distribuite ben dodici Goldhunter SPARTAN  ed anche tre esemplari di Goldhunter EXCALIBUR, l'ultima nata, il secondo modello della collezione.
 Poi quest'anno, proprio un entusiasta acquirente di due SPARTAN, Cristian, è diventato anche membro del gruppo, contribuendo all'organizzazione del primo raduno Gold Hunter facendo per l'occasione le magliette goldhunter e la prima bandiera Gold Hunter donate al gruppo e distribuite ai partecipanti. Anche con lui ogni tanto mi faccio qualche uscita, senza ovviamente trascurare le spedizioni con Ale che sono sempre prioritarie e magari qualche solitaria anche se quest'anno ancora non ne ho fatta una. 

Cercatore d'oro

Per me questa parola è un titolo di cui ci si può fregiare dopo una completa preparazione teorica e pratica sulle basi di ogni aspetto della filiera estrattiva ed essere appunto in grado di poterla eseguire tutto in modo autonomo (quindi anche in termini di attrezzatura), dalla a alla z della giornata di un cercatore: dall'identificazione del sito dove stabilire le operazioni alla scelta del punto di scavo ed al lavoro di scavo tecnicamente inteso, dalla pulizia del fino e del superconcentrato sino all'imboccettamento del nobile metallo recuperato.
 Significa aver prima di tutto sviluppato una buona manualità con la batea e quindi di essere in grado di pulirla tutta lasciando solo il nobile metallo. Secondo punto importantissimo è la capacità di lettura del territorio ed è il più affascinante secondo me perché mette in gioco tutte le nostre abilità di osservazione, analisi e deduzione, in questa fase non c'è fatica fisica ma puro stimolo d'intelligenza.
Poi c'è la tecnica di scavo e di produzione del fino per arrivare alla canaletta ed al lavaggio delle sabbie aurifere prodotte. 
In ultimo il superconcentrato da passare rigorosamente in batea, io preferisco portarlo a casa in un secchio e passarmelo indoor con calma, è un aspetto della disciplina che ritengo interessante e che personalmente mi aiuta a migliorare la manualità con la batea. 
Poi c'è l'aspetto comportamentale e la prima cosa che un ricercatore fa è rispettare il luogo di cui è ospite e mai padrone perchè la terra è di tutti ma il fiume è della terra. Prima di tutto è importante avere un buon impatto ambientale nella spedizione, quindi lasciare meno tracce possibili del proprio passaggio e tradotto significa coprire le buche ed appiattire come possibile le montagnole di risulta prodotte dagli scavi, certo non si deve asfaltare il sito ma un minimo di ripristino è d'obbligo, morale e legislativo. Perché è anche legge sia in Lombardia che in Piemonte e quindi occhio, siete avvisati doppiamente. Poi, manco a dirlo, non si lasciano rifiuti nel sito, si mettono in un bel sacchettino e si portano al primo cestino dei rifiuti.
Ma la prima cosa che bisogna avere per essere un cercatore d'oro si deve essere sempre un po' bambini, un po' vagabondi selvatici e sognatori, pieni sempre di spirito d'avventura, sia da soli o in compagnia, senza questi elementi ogni sforzo sarà teso invano e destinato a non trovare armonia. 
La ricerca è solo il biglietto che paghiamo per un viaggio più ampio, teso verso una realtà dove la natura è sempre sovrana e dove la ricchezza più alta sta nello spirito del cercatore, nella libertà di cui gode in questo percorso e non risiede nel mero valore commerciale del nobile metallo ritrovato col tempo.















mercoledì 13 aprile 2016

Storia ed evoluzione della canaletta per oro Goldhunter SPARTAN dal 2014 al 2016.

 Canaletta - Sluice per ricerca oro alluvionale
GOLDHUNTER SPARTAN
Storia ed evoluzione
dal 2014 al modello 2016.


EVOLUZIONE DELLA SPARTAN DAL 2014 AD OGGI: 


La prima Spartan nasce da una modifica sostanziale della canaletta autoprodotta da Ale e me in solaio nel 2014; la HS, grezza, imperfetta per tecnica costruttiva eppure già portava in evidenza i primi tratti distintivi dei successivi manufatti Goldhunter: 

Robustezza e prestazione tecnica.
Dopo mesi di studi sul campo e da consigli di cercatori esperti ho deciso di modificare la vecchia HS, diventando difatti un prototipo (denominato HSC) che dopo gli esiti positivi dei test sul campo è poi stato promosso a primo modello di SPARTAN.

Secondo modello di Spartan - anno 2015

La seconda serie della Goldhunter SPARTAN dopo l'accordo col costruttore HCE Italy ANNO 2015
Le misure cambiano di poco
 ma con l'edizione 2015, dopo lo storico accordo con il costruttore HCE Italy, vengono subito adottate una serie di migliorie tecniche e viene presentata una SPARTAN scomponibile dotata di maniglia di trasporto laterale e targhetta identificativa punzonata sulla lamiera, oltre a garantire un alto livello tecnico costruttivo che impenna lo standard di qualità ai manufatti Goldhunter a livelli fortemente competitivi.

ACCIAIO - Metallo guerriero
Innanzitutto rimane inalterato il materiale di base e cioè l'acciaio zincato che fanno della SPARTAN sempre una canaletta all'altezza del proprio nome, più stabile in acqua e più resistente alle sollecitazioni ambientali rispetto ad una canaletta in alluminio di analoghe fattezze.
La prima novità principale presentata è la concreta possibilità di separare la canaletta in due parti e di assemblarla comodamente e con facilità. Questa soluzione offre possibilità importanti nel trasporto generale che prima risultavano molto più limitate, può essere riposta in una sacca, in uno zaino, in un bagagliaio ristretto o già carico.
L'ingombro finale è davvero esiguo e questo si traduce in un grande vantaggio,  
in soluzioni prima impensabili per il trasporto generale. 
La seconda novità importante introdotta è la maniglia per il trasporto manuale applicata al centro della fiancata della canaletta.
Questa soluzione risolve brillantemente parecchi problemi legati al trasporto manuale che necessitavano per forza di cose di arrangiamenti ben più scomodi e complessi.
In ultimo si è pensato di fare targhette identificative da rivettare sulla lamiera senza incollarle, poichè dopo diverse sollecitazioni ambientali tendevano a staccarsi.



LE MISURE DELLA SPARTAN 2015

Lunghezza 80 centimetri
Larghezza 20 centimetri
Lunghezza prima sezione 50 centimetri
Lunghezza seconda sezione 30 centimetri
Miner moss con saltini 25 centimetri
Altezza 8 centimetri 
Peso 1,8 kg

ANNO 2016
RESTYLING
La novità principale introdotta in questo restyling è la redistribuzione della lunghezza del millerighe e del miner moss a seguito di attenti studi sul campo, riducendo di dieci centimetri di troppo il primo per allungare quindi il secondo.
Il 20 maggio 2016 vede l'introduzione  delle pinze di fissaggio per il miner moss, data la possibilità per un muschio del minatore così lungo di poter alzarsi di tanto in quanto durante la fase di immersione (inizialmente era stato sperimentato anche il fissaggio centrale alla lamiera con una vite.) Le pinze sono applicabili e removibili.

Da settembre 2016 nasce il modello definitivo attuale: 

Da settembre 2016 in poi, su ogni modello prodotto, le guide interne fisse per trattenere il miner moss vanno a sostituire le precedenti pinze removibili, mantenendone tutta l'efficacia ma al contempo riducendo notevolmente l'ingombro generale per una maggior spartanità.
Rimane inalterato il materiale di base, cioè l'acciaio zincato.

Le misure della nuova Goldhunter SPARTAN:

Lunghezza totale 80 cm
Larghezza 20 cm
Lunghezza millerighe 38 cm
Lunghezza miner moss con saltini 35 cm
centorighe d'invito alla cascatella in uscita 3/5 cm
Altezza 8 cm
Peso a secco  2,4 kg

Questa edizione della SPARTAN consolida e perfeziona un progetto tecnicamente funzionale e vincente, elevando ed ottimizzando ancora di più l'eccellente performance di questa canaletta/sluice.
La canaletta/sluice Goldhunter SPARTAN è arrivata alla sua terza generazione, portando avanti ed evolvendo il concetto di praticità e di estrema facilità di utilizzo unite ad una robustezza ed una tecnica costruttiva d'eccellenza garantita dal puro artigianato Made in Italy
.



Le canalette / sluice Goldhunter sono manufatti prodotti artigianalmente su ordinazione in serie numerata. 
Consulta la pagina del Blog o dello Shop per conoscere la prossima a disposizione.
Per info:
italiangoldfever@gmail.com





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