Gold Hunter - Milano Ricerca oro alluvionale festeggia il traguardo dei 500 like su facebook fissando il prossimo a quota 1000.
Si ringraziano davvero tutti gli amici che seguono la pagina sia della comunità di cercatori italiani che di quella mondiale, grazie a tutti davvero di cuore. Un ringraziamento personale va a Matteo Oberto di Duck Gold Prospecting, Sponsor Partner e supporter ufficiale Gold Hunter - Italian Gold Fever da dicembre 2016 per aver sempre creduto in questa alleanza che ha già sviluppato collaborazioni che sono soltanto agli albori.
Matteo è un ragazzo che dà tanto a tutti, è sempre prodigo di spiegazioni ed approfondimenti molto istruttivi e interessanti sulla particolare tematica e materia che è la geologia e la geologia aurifera nello specifico. Ragazzi così ce ne sono pochi.
I preparativi vengono fatti il giorno e la sera prima passando in rassegna tutta l'attrezzatura e poi valutando delle cose non indispensabili cosa portare e cosa no, per ridurre ingombri e pesi inutili.
Le cose importanti sono: stivali alti alla coscia, pala, picozza, le batee, paletta d'acciaio, la canaletta, i secchi (4 da muratore), il setaccio e i guanti da lavoro. Poi la sedia pieghevole da campo, alcuni stracci, un piccolo asciugamano, la borraccia militare piena d'acqua, il thermos del caffè che ovviamente finisco di preparare il mattino della partenza così come la razione di cibo da portare al campo, più altre cose come il coltello a serramanico e lo svizzero, il cappello da Gold Hunter, gli occhiali da sole, un sacchetto con un paio di calzini ed una maglietta di ricambio.
Solo da metà maggio riesco a non portarmi gli stivali, sostituendoli con un paio di scarpe da scogli comodissime e riducendo non di poco l'ingombro del trasporto.
Sveglia alle 5:20
Mi alzo e mi muovo impostato su "pilota automatico" ma già sento spuntare quel principio d'eccitazione per la giornata che mi si prospetta davanti.
Colazione con latte e biscotti e caffè come se non ci fosse un domani, lo sorseggio guardando fuori in giardino ,mentre i pensieri si schiariscono, le tapparelle dei palazzi sono tutte giù tranne qualcuna qua e là perchè in realtà Milano non dorme mai.
Metto le ultime cose nello zaino ed esco mentre moglie e pargolo dormono sonni beati.
La città è immersa nella quiete dell'alba di un sabato mattina, il traffico dell'ora di punta della sera precedente è soltanto un lontano ricordo nella pace che si respira in questi attimi.
Partenza ore 6:30
Ecco Ale con la macchina sotto casa mia, carichiamo l'attrezzatura e via, destinazione autostrada.
Solita sosta all'autogrill, caffè e benzina, poi dritti verso la meta. Si viaggia macinando asfalto lasciandoci alle spalle la metropoli col sole nascente, proiettati verso le montagne che si profilano all'orizzonte, le stesse montagne che ci faranno da sfondo quando saremo a destinazione.
Un fondo di felice euforia e di positiva eccitazione ci accompagna per tutto il viaggio, ed è sempre così, fin dal momento che prendo coscienza d'esser sveglio.
Arrivo al fiume circa alle 7:45, piazziamo il campo, indossiamo gli stivali e mettiamo giù le canalette, poi ci si fa un bel caffè dal thermos prima di iniziare a scavare.
Lo scavo:
L'individuazione dello scavo è sempre stimolante, controllo i segnali, guardo il terreno in lungo e in largo e poi decido. Personalmente è una parte dell'attività sul campo che amo particolarmente. Mi metto comodo nell'area di scavo, ho con me quattro secchi da muratore che riempio d'acqua due per volta, uno dei quali lo tengo vicino con dentro il mio setaccino ( personalmente sviluppato e modificato su precise specifiche tecniche che andrò poi magari a spiegare in un post dedicato alla mia attrezzatura in dotazione), accanto a me ci sono anche la pala corta, la Draper mini shovel, la "pala del cercatore" comoda ed indistruttibile e la picozza, oltre ad una batea piccola per raccogliere i sassi o gli oggetti che mi paiono più interessanti da portare a casa, uso guanti da lavoro più che altro per non tagliarmi o graffiarmi durante lo scavo.
Le pietre grandi che scalzo le sciacquo accuratamente e poi passo la pala nel materiale immediatamente sotto, proseguo e prendo il ritmo secondo la mia tecnica di scavo da seduto, sviluppata nel tempo per preservare la schiena.
Finito di riempire quattro secchi di fino faccio una pausa prima di andare a passare il materiale in canaletta.
Lavaggio del fino in canaletta:
Si passa quindi il fino in canaletta con calma, controllando il millerighe ad ogni versamento di terra aurifera per veder spuntare le tanto agognate scagliette e ogni tanto qualche fiocchetto rilevante che ci fa alzare la testa ed esultare anche se intorno magari non c'è nessuno a sentirci in quel momento, va bene così, è bello così, esultare perdendosi con lo sguardo nella natura.
Poi la giornata viene scandita dai ritmi della disciplina, con immancabili brevi o lunghe pause di relax incluse, a godere della pienezza del posto in cui ci troviamo immersi, di cui siamo i fortunati ospiti e mai padroni o conquistatori.
Al termine di tutti i secchi di fino passati in canaletta, la tiro su e la pulisco bene in un secchio, raccogliendone il preziosissimo concentrato, sciacquando minuziosamente ogni componente. La canaletta poi viene messa ad asciugare così come la griglia ed il miner moss, il secchio con il superconcentrato viene svuotato dell'acqua in eccesso e viene tenuto da parte, poi inizio a lavare ed asciugare tutta l'attrezzatura usata, la pala, la picozza, i secchi, le batee e la palettina d'acciaio inox.
Il superconcentrato me lo porto a casa e come mia abitudine me lo pulisco indoor con la batea, perchè la cosa mi piace molto ed è anche un buon allenamento tecnico per la manualità della batea.
Di pomeriggio, dopo aver richiuso i nostri scavi con le pietre grandi ed il materiale di risulta aiutandoci anche con la pala si sbaracca il campo, si raccoglie ogni sporcizia eventualmente rimasta fuori dal sacchetto adibito a "monnezza", si fa un ultimo importantissimo check (controllo) della situazione prima di lasciare l'area per evitare di lasciare oggetti dimenticati e si va.
Fine giornata
Si parte e si torna a casa stanchi ma felici e, per tanto o poco oro che lo spirito del fiume ci abbia voluto donare, siamo estremamente soddisfatti ed appagati per la giornata di ordinaria avventura.
NASCITA DI UN PROTOTIPO Dal
progetto XC alla Goldhunter EXCALIBUR
Il concetto della canaletta
Goldhunter EXCALIBUR nasce un anno prima, sin dall'inizio della stagione
aurifera 2015 attraverso uno studio continuo ed a una ricerca tesa a realizzare
un progetto nuovo, di livello superiore ed alla fine il risultato è stato
quello di un prodotto tecnicamente avanzato pur mantenendo una grande
semplicità nella sua linea che si adatta perfettamente al lavoro in fiumi e
torrenti italiani rispetto a canalette più articolate con castelli di riffle
che si rivelano davvero ingombranti per gli utilizzi nostrani, senza parlare
della difficoltà di piazzamento ed utlizzo delle canalette di larghezza
superiore a 20 centimetri e di lunghezza superiore ai 70 – 80 centimetri.
In questo progetto tutte le componenti sono state posizionate in
maniera maniacale in concerto tra loro per ottenere la più elevata prestazione finale;
qualcuno può vederne il paragone con la costruzione e la progettazione delle automobili
da corsa, in cui tutte le componenti interne ed esterne sono tese ad ottenere
la più efficace azione possibile ma fornendo il massimo comfort.
I primi dati tecnici messi sulla carta sono state le lunghezze
di ogni singolo componente e la loro distribuzione nella visione d'insieme.
Questa fase di fatto inizia a dare un tratto distintivo alla canaletta.
La seconda fase ha riguardato le altezze dei materiali ed anche
a questo punto è stato dedicato molto tempo ma il risultato finale è
particolare, unico, nel suo insieme non si può ignorare la forza della
personalità di questa canaletta.
Il progetto di questa canaletta è stato denominato quindi
"XC", appunto due lettere della parola Excalibur.
EXCALIBUR
Origine della leggenda ed etimologia
La spada che Artù aveva estratto dalla roccia non era Excalibur, poiché Artù aveva rotto la sua prima spada in uno scontro con Re Pellinor; lo stesso viene affermato nella francese Suite du Merlin (Prosa di Merlino), 1240.
Poco dopo, Artù ricevette una nuova spada dalla Dama del Lago, e questa era chiamata esplicitamente Excalibur: una spada diversa dalla prima, indistruttibile.
Sfumature latine riportano alla capacità della spada e al suo aspetto come, per esempio, ex "calibro" che tradotto significa in perfetto equilibrio. Dal ramo celtico il nome deriverebbe da Caliburn, arcaico nome della leggendaria spada, che in antichità significava "acciaio lucente" o "acciaio indistruttibile" e potrebbe quindi così ricondursi allo stesso etimo latino.
Così come la leggendaria spada, anche la Goldhunter EXCALIBUR nasce dall'acqua in perfetto equilibrio con gli elementi, nel proprio acciaio lucente.
Canaletta per oro Goldhunter EXCALIBUR - Prototipo XC
Goldhunter EXCALIBUR particolare centrale.
La Goldhunter EXCALIBUR vista dall'ingresso dell'acqua.
La Goldhunter Excalibur vista dall'uscita dell'acqua coi suoi 35 centimetri di griglia di metallo espanso su miner moss verde
Goldhunter EXCALIBUR
Particolare laterale in cui è visibile il dislivello delle due sezioni esterne, una delle caratteristiche tecniche progettuali distintive della canaletta: l'assetto combinato.
Il
concetto della canaletta - sluice Goldhunter EXCALIBUR nasce un anno
prima, già dall'inizio della stagione
aurifera 2015 attraverso uno studio metodico e costante sia della SPARTAN che
de "La piccola" di un secondo membro del gruppo di ricerca, osservandole
nel loro insieme ed analizzando ogni loro singolo componente, centimetro per
centimetro, in uno studio teso ad esaltare le caratteristiche dell'una e
dell'altra canaletta cercando un progetto di livello superiore e tecnicamente
avanzato nel suo completo e che aggiungesse qualcosa a livello di qualità e di
prestazioni, eliminando ogni superfluità in cui tutte le componenti ed i
materiali aggiuntivi sono messi nel giusto spazio sia in lunghezza che in
altezza per agevolarne il massimo contributo prestazionale alla causa finale.
L’obiettivo
sin da subito è stato quello di ottenere è una canaletta che in 70 centimetri
esprimesse un livello tecnico superiore ad analoghe concorrenti, un progetto
ambizioso che ha subito mirato a creare una canaletta unica nel suo genere,
introducendo ed applicando l’assetto combinato come nuovo elemento progettuale
e costruttivo abbinato ai migliori materiali disponibili, studiandone il
posizionamento in modo accurato, quasi maniacale, con costanti studi sul campo
e altri personali.
I
primi dati tecnici messi sulla carta sono state le lunghezze di ogni singolo
componente e la loro distribuzione nella visione d'insieme. Questa fase di
fatto inizia a dare un tratto distintivo alla canaletta.
La
seconda fase ha riguardato le altezze dei materiali ed a questo punto è stato
dedicato molto tempo ma il risultato finale è particolare, unico, nel suo
insieme che fa della EXCALIBUR una canaletta caratterizzata da uno stile unico,
particolare e dalla forte personalità distintiva.
Il
materiale, come per tutte le canalette Goldhunter, è l'acciao zincato preferito
al più comune alluminio, garantendo più stabilità in acqua oltre ad una
robustezza ed una resistenza alle sollecitazioni ambientali maggiori rispetto a
quest'ultimo.
La
EXCALIBUR è scomponibile in due sezioni e una volta chiusa ingombra solo una
lunghezza di 38 centimetri per esser stivata anche in uno zainetto, una sacca oppure
in un bagagliaio con poco spazio.
L'ancoraggio
delle due sezioni avviene con bulloni laterali che assieme ai due perni
centrali ne garantiscono una stabilità assoluta; una volta assemblata la
canaletta è come un pezzo unico.
Per
il trasporto manuale, la canaletta per oro alluvionale Goldhunter EXCALIBUR è
dotata di una maniglia ripiegabile.
Sulla fiancata è posta la targhetta identificativa
con tutti i dati come il numero di serie, marchio, modello, costruttore e anno
di produzione.
Parte liscia d’invito al saltino
---------------------- 2 centimetri
Clip di chiusura
------------------------------- 1 centimetro circa
DESCRIZIONE TECNICA
In
entrata dell'acqua abbiamo subito 35 centimetri di millerighe che permettono
non solo di avere un'ottima spia per la presenza del nobile metallo ma anche di
trattenere il prezioso materiale tra le sue maglie.
Per
le scaglie d'oro più ribelli, quelle che lentamente scivolano in avanti nel loro
percorso, si troveranno la depressione di due millimetri sulla superficie liscia prima del saltino / riffle
che, grazie all'assenza di grip (aderenza e resistenza) ed appunto dal piccolo
saltino di due millimetri, favorisce un piccolo slancio dell'acqua per arrivare
poi così saltare per un paio di centimetri alzandosi poi di circa mezzo centimetro, in
tale zona potrebbero permanere materiali pesanti con parti di nobile metallo
che per il peso, appunto, non riesce ad arrivare al saltino / riffle.
La
parte successiva e sottostante incontra il cuore progettuale della Excalibur
poiché l’assetto combinato fa trovare sotto al salto una caduta più profonda di
un centimetro, con miner moss e griglia di metallo espanso pronti a catturare
ogni cosa.
Dopo
la salita sul riffle l'acqua trova una caduta più grave per avvantaggiare ed
esaltare tutta l'azione combinata del miner moss (muschio del minatore)
assieme alla implacabile griglia di metallo espanso. Il materiale pesante è
naturalmente e fisicamente attirato e trattenuto nelle trame del miner moss e
nelle maglie della griglia le cui cellette favoriscono un naturale ricambio del
materiale in ordine crescente per peso, con una capacità di trattenimento del
materiale pesante davvero eccellente.
L'acqua
prosegue il suo percorso su tutta la linea ( la linea dell’acqua in canaletta,
grazie all’assetto combinato, risulta pulita
e decisa) della griglia di metallo espanso incontrando i miniriffle dati
dalla conformazione della griglia per poi uscire con la sua bella cascatella
dalla clip di chiusura di un centimetro abbondante.
Tutto
il materiale importante della giornata è destinato a rimanere intrappolato
nella prima parte del miner moss, difficilmente si avrà bisogno di sciacquare
la canaletta in corso d'opera ma ovviamente dipende dal tipo di sabbie aurifere
che si andranno a lavare (se sono sabbiose od argillose o altro) e da quanti
secchi di fino si fanno ma questi fattori poi sono valutati dall’occhio tecnico
del cercatore.
La
canaletta non fa tutto da sola, non basta metterla in acqua ma è fondamentale
conoscere come utilizzare questo prezioso attrezzo.
MODALITA’ D’IMPIEGO
Esercizio
ottimale dell’acqua
2
/ 3 metri al secondo
altezza
utile di due centimetri
Per ottenere un buon lavaggio delle sabbie aurifere e
per piazzare la canaletta correttamente bisogna posizionarla leggermente
inclinata verso il basso, non immergere la punta per evitare ritorni di
corrente e favorire la cascatella in uscita, in ingresso l’acqua dev’essere
placida ma efficace, in uscita deve far la giusta cascatella, cercando di favorire una conformazione a V o
a X dell’acqua nella prima metà della
canaletta.
Versare
il fino da lavare gradualmente con la paletta, versarne poco per volta senza
fretta per un lavaggio ottimale delle sabbie aurifere.
Tecnicamente
la EXCALIBUR è un piccolo capolavoro di progettazione di livello tecnologico
avanzato in cui ogni componente è teso ad esaltare le prestazioni nel loro
insieme grazie all'assetto combinato che permette ed offre una performance finale unica e senza uguali,
posizionandosi al top di gamma per uno strumento del genere.
LA EXCALIBUR AL LAVORO NELLE ACQUE DEL TICINO, VIDEO.
La Goldhunter EXCALIBUR è un prodotto al Top di gamma ed una canaletta estremamente tecnica pur molto semplice da capire e da gestire, destinata ad un pubblico esigente.
E' possibile ordinare il proprio modello di Goldhunter EXCALIBUR con un contributo di
€ 195,00 + Spese di spedizione (salvo promozioni in corso).