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Goldhunter SPARTAN. La canaletta tattica italiana più apprezzata dagli utenti, esperti e neofiti.

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lunedì 3 settembre 2018

COME PREPARARE UNA SPEDIZIONE. COSE DA FARE PRIMA DI PARTIRE ALL'AVVENTURA.


COME PREPARARE UNA SPEDIZIONE.
COSE DA FARE PRIMA DI PARTIRE ALL'AVVENTURA.

PIANIFICAZIONE DESTINAZIONE, ITINERARIO E TEMPI DI PERCORRENZA

Quando decidiamo di fare una spedizione e di trascorrere una giornata a contatto con la natura dobbiamo per prima cosa studiare il territorio d'interesse e l'itinerario che intendiamo percorrere.
Si possono tranquillamente usare mappe o cartine topografiche in scala 1:50000 ma la comune tendenza è sempre di più l'utilizzo delle mappe digitali (le più famose sono Maps, Earth, ma ci sono mappe come View Ranger che ad esempio riescono a censire anche tutti i sentieri, può essere utile usarle incrociando i rispettivi dati poichè alcune rilevano parametri d'interesse che ben si integrano: altezze e dislivelli, sentieri nascosti dalla vegetazione, e i vari particolari come lo streetview che possono essere utili come riferimento per orientarci).
Dopo aver individuato il prossimo target, studiamo, nelle vicinanze, le varie aree di parcheggio che potrebbero fare al caso nostro.
Per garantire la miglior riuscita di raggiungimento del target rileviamo più informazioni possibili sul percorso e sul territorio circostrante (pendenze, edifici, fontane, torrenti, case diroccate, alberi particolari o qualsiasi cosa possa attirare la nostra attenzione che possa ricordare un punto di percorrenza come un check point, come una tappa nel percorso).
Se abbiamo pensato ad una marcia lunga, pianifichiamo i carichi e le soste e calcoliamo sempre accuratamente i tempi di percorrenza (magari  per eccesso, in modo da esser più tranquilli durante la spedizione). La gestione dei tempi di percorrenza e di marcia è importante ma altrettanto lo è quella dei carichi, o meglio ancora la loro distribuzione.

I CARICHI
Dalla nostra destinazione e dal tipo di attività che intendiamo svolgere sul Target (ma anche dalla nostra corporatura e resistenza, dall'età e dall'abitudine o meno di marciare con pesi annessi) dipende il tipo di attrezzatura che andremo a portare, si decide di volta in volta la modalità di carico da portare, se è una spedizione da fare "leggeri" e quindi col minimo indispensabile (laddove c'è parecchio da marciare con forti pendenze o con terreni particolarmente impervi) oppure se è possibile portare della dotazione extra rispetto allo stretto indispensabile.

LO STRETTO INDISPENSABILE, IL CARICO ESSENZIALE
Per ogni cercatore può essere soggettivo ma per quanto mi riguarda posso considerare indispensabili prima di tutto la batea (strumento principe del panning e simbolo del cercatore d'oro alluvionale), almeno una paletta in acciaio per scavare, un setaccio ed una boccetta gold guzzer, il "succhiello" in plastica per aspirare l'oro dalla batea, oltre agli stivali in gomma da pesca alti fino alla coscia. Se il terreno non ne sconsiglia l'uso e se quindi non dobbiamo per forza attraversarlo con gli scarponi, è possibile indossare gli stivali direttamente al parcheggio, di modo da alleggerire ulteriormente il carico da trasportare. Questa la dotazione minima per la ricerca ritenuta davvero essenziale.
Portare con sè un telefono cellulare per le comunicazioni ed assicurarsi dalla sera prima di avere, alla partenza, la batteria completamente carica; inoltre è consigliato lasciare detto a qualcuno la zona dove andiamo ad operare ed anche dove intendiamo parcheggiare e quanto ci vogliamo trattenere.
Inoltre portare almeno una bottiglia d'acqua e possibilmente una razione di cibo che possa dare energia senza appesantire troppo, pronto all'uso (un panino imbottito sarà sufficiente ma anche un pacchetto di crackers è meglio di niente, anche se apporta solo carboidrati e sali minerali).

COME VESTIRCI
Vestire comodi e leggeri, possibilmente abiti che possano asciugare rapidamente tipo abbigliamento da montagna o da trekking che generalmente sono anche resistenti alle abrasioni come possono essere anche i moderni pantaloni da lavoro.
Molto poi dipende dalla stagione, d'inverno cerchiamo di indossare capi caldi ma abbastanza traspiranti che nel caso di sudorazione, durante la marcia o durante il lavoro, possano asciugarsi comunque in tempi brevi. Se siamo d'estate con un bel caldo è possibile indossare sul sito di lavoro anche solo un costume e delle scarpe da scogli (uniche calzature in grado di sostituire gli stivali alti per il lavoro in acqua, che garantiscono un eccellente grip e stabilità anche sulle rocce scivolose tipiche dei corsi d'acqua.).
Un copricapo per la testa è sempre consigliato, sia per il freddo che per il caldo, in inverno un berretto di lana o di pile che copra anche le orecchie e durante l'anno un cappellino con visiera o magari anche un cappello tattico da militare da foresta.
Consigliato comunque sempre l'uso di materiale leggero, resistente e traspirante.
Nei periodi di caccia, nei luoghi naturali adibiti a questa pratica, è consigliato operare con abbigliamento ad alta visibilità per non esser scambiati da lontano con un cinghiale o altro animale dietro ad un cespuglio, magari mentre siamo chini a scavare nel nostro buco (curiosità: l'episodio è capitato ad un cercatore che conosco direttamente, per fortuna non si è ferito e lo ha potuto raccontare. Episodio avvenuto in Piemonte, alto vercellese.).

I DATI IMPORTANTI DA ACQUISIRE 
Oltre allo studio incrociato con mappe del nostro obiettivo e del nostro percorso, teniamo sempre conto delle ore di luce a disposizione cercando di sapere a che ora il sole si alza e a che ora tramonta, calcolando i tempi di marcia per eccesso e mai per difetto, di modo da poter gestire anche eventuali situazioni improvvise che comporterebbero la relativa perdita di tempo sulla tabella di marcia.
Il meteo è un altro elemento importantissimo da consultare e di cui avere il quadro migliore al momento stesso della partenza, non si esce senza questo dato.
Se si va su corsi d'acqua già visitati, si può consultare il livello idrometrico relativo ed in base al parametro visivo già acquisito potremo sapere già prima di partire quanta acqua ci aspetta sul nostro corso d'acqua. Questo ultimo dato è molto utile per avere un'idea già a monte di come operare sul teatro della scena che già riusciremo a visualizzare, scegliendo quindi i punti migliori a seconda del livello. Talvolta è fondamentale saperlo, come nel caso di attraversamento di rami interni dei fiumi che se pieni d'acqua prevedono un vero e proprio guado a vari livelli, da facile ad impegnativo fino ai casi più proibitivi nei quali non si può far altro che rinunciare e tornare indietro, ma quando si fanno 70 - 80 km per arrivare è meglio saperlo prima di partire. Ecco che in alcuni casi non è solo utile ma diventa di importanza fondamentale avere alcuni parametri.

LE ZONE AURIFERE
Per individuare una buona zona aurifera ci si può anche affidare al consiglio dei più o meno davvero esperti in materia ma poi una volta sul territorio si deve scegliere da soli i punti dove operare. Ecco che di fondamentale importanza sono gli studi personali di ogni cercatore, che attraverso gli stessi utilizza le nozioni per orientarsi e capire come decidere, una volta acquisiti i primi meccanismi si può solo migliorare il proprio bagaglio culturale mettendo più possibile alla prova le proprie capacità visive, analitiche ed intuitive. 

ATTREZZATURA PER LA RICERCA
Portiamo dietro l'attrezzatura che pensiamo di utilizzare, la canaletta è meglio se scomponibile e zainabile per ridurre maggiormente gli ingombri di trasporto durante la marcia. Pala, picozza, paletta, palotto, setaccio, secchi vari o contenitori alternativi da muratore, guanti e tutto ciò che riteniamo di poter trasportare, senza ammazzarci, avanti ed indietro dal parcheggio e che contiamo di utilizzare sul target.

CALZATURE
Per le marce nei boschi sono consigliate calzature da trekking, per il lavoro sul sito almeno degli stivali da pesca fino alla coscia, ancora meglio se è una salopette da pesca. Come già scritto, d'estate è possibile anche indossare anche soltanto un costume e scarpe da scogli, uniche calzature in grado di gestire in modo ottimale l'aderenza ed il grip sulle viscide e scivolose pietre dei nostri corsi d'acqua, inoltre sono calzature adatte ad esser indossate in acqua e mantengono una buona elasticità, leggere e comode da indossare e si asciugano in fretta.
E' sconsigliato avventurarsi a piedi nudi all'interno dell'acqua perché appena si mette un piede in acqua si rischia fortemente di cadere ad ogni movimento; a meno che non siate persone esperte di certi luoghi è meglio astenersi dal rischiare una caviglia ma se non 'proprio non possiamo farne a meno è d'obbligo la massima cautela.

ALTRE COSE CHE SI POSSONO PORTARE
Utili e non indispensabili sono tutta una serie di articoli, tra cui dei panni di ricambio, si possono portare calzini ma anche mutande e magliette nel caso di scivoloni in acqua e di accidentale inzuppamento dei panni. (non è così raro che più di qualche cercatore più o meno esperto, sia caduto in acqua con tutti i vestiti e magari l'attrezzatura al seguito.) Quella dei panni di ricambio è una curiosità che non viene troppo diffusa e discussa nell'ambiente dei cercatori ma che a mio avviso fa parte a pieno titolo della dotazione utile alla riuscita di una spedizione aurifera, avendo testato in prima persona gli effetti di uno scivolone in acqua molto fredda di prima mattina con imbarcata negli stivali. Quando siamo in mezzo ad  parco naturale a parecchie decine di chilometri da casa possiamo contare soltanto sull'equipaggiamento che ci siamo portati dietro.
Una sedia da campo, ripiegabile da pesca, può davvero fare comodo nei momenti di pausa al campo, durante la giornata nella quale si è praticamente per terra.
Un piccolo tavolino da campo ripiegabile a valigetta può davvero esser comodo perchè offre un piano di appoggio altrimenti impossibile da avere in alcuni contesti naturali e selvaggi. Leggero e piccolo da trasportare, assieme alla sedia pieghevole offre già la sensazione di "campo".
Un thermos con del caffè caldo.
Una piccola stufa da campo per scaldarsi nei mesi più freddi, la stufa da campo o rocket stove inoltre offre molteplici possibilità di utilizzo.
Per poter accendere un fuoco di emergenza è utile poter avere delle esche accendifuoco, bastano un paio di pezzetti per agevolare la presa dello stesso (si raccomanda sempre la massima cautela), ultimamente ci sono quelle ecologiche che non inquinano e non sporcano.
Un machete può far comodo per ripulire le aree di scavo interessate da rovi o anche per tagliare e segare legna se necessario. Si può abbinare al machete anche una piccola accetta da sopravvivenza.
Un coltellino può fare comodo sempre, ancora meglio un coltellino svizzero multiuso.


Gold Hunter - Milano (sfondo per smartphone gratuito).





mercoledì 9 marzo 2016

Canaletta per la ricerca di oro alluvionale Goldhunter EXCALIBUR - Scheda completa foto/video.





NASCITA DI UN PROTOTIPO
Dal progetto XC alla Goldhunter EXCALIBUR

Il concetto della canaletta Goldhunter EXCALIBUR nasce un anno prima, sin dall'inizio della stagione aurifera 2015 attraverso uno studio continuo ed a una ricerca tesa a realizzare un progetto nuovo, di livello superiore ed alla fine il risultato è stato quello di un prodotto tecnicamente avanzato pur mantenendo una grande semplicità nella sua linea che si adatta perfettamente al lavoro in fiumi e torrenti italiani rispetto a canalette più articolate con castelli di riffle che si rivelano davvero ingombranti per gli utilizzi nostrani, senza parlare della difficoltà di piazzamento ed utlizzo delle canalette di larghezza superiore a 20 centimetri e di lunghezza superiore ai 70 – 80 centimetri.

In questo progetto tutte le componenti sono state posizionate in maniera maniacale in concerto tra loro per ottenere la più elevata prestazione finale; qualcuno può vederne il paragone con la costruzione e la progettazione delle automobili da corsa, in cui tutte le componenti interne ed esterne sono tese ad ottenere la più efficace azione possibile ma fornendo il massimo comfort.
I primi dati tecnici messi sulla carta sono state le lunghezze di ogni singolo componente e la loro distribuzione nella visione d'insieme. Questa fase di fatto inizia a dare un tratto distintivo alla canaletta. 
La seconda fase ha riguardato le altezze dei materiali ed anche a questo punto è stato dedicato molto tempo ma il risultato finale è particolare, unico, nel suo insieme non si può ignorare la forza della personalità di questa canaletta.
Il progetto di questa canaletta è stato denominato quindi "XC", appunto due lettere della parola Excalibur.

EXCALIBUR 
Origine della leggenda ed etimologia


La spada che Artù aveva estratto dalla roccia non era Excalibur, poiché Artù aveva rotto la sua prima spada in uno scontro con Re Pellinor; lo stesso viene affermato nella francese Suite du Merlin (Prosa di Merlino), 1240. 
Poco dopo, Artù ricevette una nuova spada dalla Dama del Lago, e questa era chiamata esplicitamente Excalibur: una spada diversa dalla prima, indistruttibile.

Sfumature latine riportano alla capacità della spada e al suo aspetto come, per esempio, ex "calibro" che tradotto significa in perfetto equilibrio. Dal ramo celtico il nome deriverebbe da Caliburn, arcaico nome della leggendaria spada, che in antichità significava "acciaio lucente" o "acciaio indistruttibile" e potrebbe quindi così ricondursi allo stesso etimo latino.
Così come la leggendaria spada, anche la Goldhunter EXCALIBUR nasce dall'acqua in perfetto equilibrio con gli elementi, nel proprio acciaio lucente. 

Canaletta per oro Goldhunter EXCALIBUR - Prototipo XC

Goldhunter EXCALIBUR particolare centrale.
La Goldhunter EXCALIBUR vista dall'ingresso dell'acqua.

La Goldhunter Excalibur vista dall'uscita dell'acqua coi suoi 35 centimetri di griglia di metallo espanso su miner moss verde
Goldhunter EXCALIBUR
Particolare laterale in cui è visibile il dislivello delle due sezioni esterne, una delle caratteristiche tecniche progettuali distintive della canaletta: l'assetto combinato.

Il concetto della canaletta - sluice Goldhunter EXCALIBUR nasce un anno prima,  già dall'inizio della stagione aurifera 2015 attraverso uno studio metodico e costante sia della SPARTAN che de "La piccola" di un secondo membro del gruppo di ricerca, osservandole nel loro insieme ed analizzando ogni loro singolo componente, centimetro per centimetro, in uno studio teso ad esaltare le caratteristiche dell'una e dell'altra canaletta cercando un progetto di livello superiore e tecnicamente avanzato nel suo completo e che aggiungesse qualcosa a livello di qualità e di prestazioni, eliminando ogni superfluità in cui tutte le componenti ed i materiali aggiuntivi sono messi nel giusto spazio sia in lunghezza che in altezza per agevolarne il massimo contributo prestazionale alla causa finale.
L’obiettivo sin da subito è stato quello di ottenere è una canaletta che in 70 centimetri esprimesse un livello tecnico superiore ad analoghe concorrenti, un progetto ambizioso che ha subito mirato a creare una canaletta unica nel suo genere, introducendo ed applicando l’assetto combinato come nuovo elemento progettuale e costruttivo abbinato ai migliori materiali disponibili, studiandone il posizionamento in modo accurato, quasi maniacale, con costanti studi sul campo e altri personali.
I primi dati tecnici messi sulla carta sono state le lunghezze di ogni singolo componente e la loro distribuzione nella visione d'insieme. Questa fase di fatto inizia a dare un tratto distintivo alla canaletta.
  
La seconda fase ha riguardato le altezze dei materiali ed a questo punto è stato dedicato molto tempo ma il risultato finale è particolare, unico, nel suo insieme che fa della EXCALIBUR una canaletta caratterizzata da uno stile unico, particolare e dalla forte personalità distintiva.
Il materiale, come per tutte le canalette Goldhunter, è l'acciao zincato preferito al più comune alluminio, garantendo più stabilità in acqua oltre ad una robustezza ed una resistenza alle sollecitazioni ambientali maggiori rispetto a quest'ultimo.
La EXCALIBUR è scomponibile in due sezioni e una volta chiusa ingombra solo una lunghezza di 38 centimetri per esser stivata anche in uno zainetto, una sacca oppure in un bagagliaio con poco spazio.
L'ancoraggio delle due sezioni avviene con bulloni laterali che assieme ai due perni centrali ne garantiscono una stabilità assoluta; una volta assemblata la canaletta è come un pezzo unico.
Per il trasporto manuale, la canaletta per oro alluvionale Goldhunter EXCALIBUR è dotata di una maniglia ripiegabile.
Sulla fiancata è posta la targhetta identificativa con tutti i dati come il numero di serie, marchio, modello, costruttore e anno di produzione.
  
MISURE


Lunghezza --------------------------------- 70 centimetri
Larghezza ---------------------------- 20centimetri
Altezza-- Variabile 7 / 8 centimetri – assetto combinato
Lunghezza millerighe ------------------- 35 centimetri circa
Lunghezza miner moss -------------------  35 centimetri circa
Lunghezza griglia di ferro zincato --------------- 35 centimetri
Saltino/riffle lunghezza ---------------------------- 2 centimetri
Parte liscia d’invito al saltino ---------------------- 2 centimetri
Clip di chiusura ------------------------------- 1 centimetro circa
  
DESCRIZIONE TECNICA

In entrata dell'acqua abbiamo subito 35 centimetri di millerighe che permettono non solo di avere un'ottima spia per la presenza del nobile metallo ma anche di trattenere il prezioso materiale tra le sue maglie.
Per le scaglie d'oro più ribelli, quelle che lentamente scivolano in avanti nel loro percorso, si troveranno la depressione di due millimetri sulla  superficie liscia prima del saltino / riffle che, grazie all'assenza di grip (aderenza e resistenza) ed appunto dal piccolo saltino di due millimetri, favorisce un piccolo slancio dell'acqua per arrivare poi così saltare per un paio di centimetri  alzandosi poi di circa mezzo centimetro, in tale zona potrebbero permanere materiali pesanti con parti di nobile metallo che per il peso, appunto, non riesce ad arrivare al saltino / riffle.
La parte successiva e sottostante incontra il cuore progettuale della Excalibur poiché l’assetto combinato fa trovare sotto al salto una caduta più profonda di un centimetro, con miner moss e griglia di metallo espanso pronti a catturare ogni cosa.
Dopo la salita sul riffle l'acqua trova una caduta più grave per avvantaggiare ed esaltare  tutta l'azione combinata del miner moss (muschio del minatore) assieme alla implacabile griglia di metallo espanso. Il materiale pesante è naturalmente e fisicamente attirato e trattenuto nelle trame del miner moss e nelle maglie della griglia le cui cellette favoriscono un naturale ricambio del materiale in ordine crescente per peso, con una capacità di trattenimento del materiale pesante davvero eccellente. 
L'acqua prosegue il suo percorso su tutta la linea ( la linea dell’acqua in canaletta, grazie all’assetto combinato, risulta pulita  e decisa) della griglia di metallo espanso incontrando i miniriffle dati dalla conformazione della griglia per poi uscire con la sua bella cascatella dalla clip di chiusura di un centimetro abbondante.
Tutto il materiale importante della giornata è destinato a rimanere intrappolato nella prima parte del miner moss, difficilmente si avrà bisogno di sciacquare la canaletta in corso d'opera ma ovviamente dipende dal tipo di sabbie aurifere che si andranno a lavare (se sono sabbiose od argillose o altro) e da quanti secchi di fino si fanno ma questi fattori poi sono valutati dall’occhio tecnico del cercatore.
La canaletta non fa tutto da sola, non basta metterla in acqua ma è fondamentale conoscere come utilizzare questo prezioso attrezzo.

  MODALITA’ D’IMPIEGO

Esercizio ottimale dell’acqua
2 / 3  metri al secondo
altezza utile di due centimetri

Per ottenere un buon lavaggio delle sabbie aurifere e per piazzare la canaletta correttamente bisogna posizionarla leggermente inclinata verso il basso, non immergere la punta per evitare ritorni di corrente e favorire la cascatella in uscita, in ingresso l’acqua dev’essere placida ma efficace, in uscita deve far la giusta cascatella,  cercando di favorire una conformazione a V o a X  dell’acqua nella prima metà della canaletta. 
Versare il fino da lavare gradualmente con la paletta, versarne poco per volta senza fretta per un lavaggio ottimale delle sabbie aurifere.
Tecnicamente la EXCALIBUR è un piccolo capolavoro di progettazione di livello tecnologico avanzato in cui ogni componente è teso ad esaltare le prestazioni nel loro insieme grazie all'assetto combinato che permette ed offre una performance finale unica e senza uguali, posizionandosi al top di gamma per uno strumento del genere.



LA EXCALIBUR AL LAVORO NELLE ACQUE DEL TICINO, VIDEO.


La Goldhunter EXCALIBUR è un prodotto al Top di gamma ed una canaletta estremamente tecnica pur molto semplice da capire e da gestire, destinata ad un pubblico esigente.


E' possibile ordinare il proprio modello di Goldhunter EXCALIBUR con un contributo di 
€ 195,00 + Spese di spedizione
(salvo promozioni in corso). 

Per info sugli ordini e sui pagamenti contattare

italiangoldfever@gmail.com


    Manufatti Goldhunter ©
Attrezzatura per la ricerca di oro alluvionale
Prospectors equipment




mercoledì 27 maggio 2015

CONSIDERAZIONI DEGLI STUDI SULLA RICERCA DELL'ORO

GOLD HUNTER - ITALIAN GOLD FEVER


CONSIDERAZIONI PERSONALI SULLO STUDIO DELLE MATERIE AURIFERE

Più studio ed approfondisco la materia aurifera e più realizzo di essere ignorante, cioè colui che ignora, realizzo che ho tanto da imparare e che il Maestro ha ragione da vendere quando mi dice che devo studiare.
E' troppo facile fare la figura del sapiente con chi non conosce la disciplina o con chi si approcia da poco ma è confrontandoci con gli esperti che fornisce la giusta misura dell'effettiva preparazione e ciò inevitabilmente  fa emergere ed evidenzia ogni limite in materia e io mi sento come un bambino che ha appena imparato a camminare ma che dorme ancora nel lettino con mamma e papà.
 
 
 
 
Questa disciplina annovera vere e proprie materie scientifiche come la mineralogia, l' idraulica e la fisica, oltre ai vari aspetti caratterizzanti della disciplina aurifera come la filosofia ed etica del moderno cercatore d'oro senza togliere la tecnica, i vari studi idrodinamici poi applicati nel lavoro e nella realizzazione delle canalette con tutti gli studi tecnici di sviluppo ed evoluzione costante della propria attrezzatura, e non solo a livello teorico, letto, scritto ma provato e riprovato sul campo.
Essere culturalmente ad un livello di eccellenza della materia è cosa rara, è dote di pochi, navigati, esperti cercatori che conoscono la disciplina come le proprie tasche, ed è a loro che volgo lo sguardo per imparare, carpendo, "rubando" studi, tesi, spiegazioni per assorbirle come una forza interiore e poi chiedendo, a volte "rompendo" per un consiglio, un dubbio, un termine, una tecnica, un controllo di ciò che ho scritto, sempre con umiltà ma con la determinazione di voler imparare e ampliare il proprio orizzonte, mettendo le mie capacità al servizio della causa.
 
 
 

All'inizio pensavo di avere bisogno di poche nozioni, giusto quelle che mi permettono di tirare su la sabbia aurifera e lavorarla come se vedessi soltanto un piccolo giardino da conoscere e curare ma una volta dentro mi sono accorto che sto esplorando una foresta infinita e che il mondo che mi si apre davanti ha la magia ed il profumo della meraviglia.
 
Sergio Cirillo
Gold Hunter

domenica 26 aprile 2015

TEST DI DISPERSIONE PER LA CANALETTA

COME EFFETTUARE UN TEST DI DISPERSIONE PER LA VOSTRA CANALETTA
HOW TO MAKE A RELEASE TEST ON YOUR SLUICE
Un consiglio a tutti gli amici che hanno prodotto o stanno producendo una canaletta nuova è quello di effettuare un Test di dispersione al battesimo dell'acqua per verificare e toccare con mano l'efficacia del vostro prezioso attrezzo da lavoro. ...
Effettuare un test di dispersione è semplice, basta immergere sotto la cascatella d'uscita della canala un recipiente (meglio un secchio, io lo piazzavo in acqua con due o tre pietre grosse dentro per tenerlo fermo) che raccolga tutto il materiale che viene espulso dalla stessa, il secchio non si riempirà comunque troppo perché il materiale leggero tenderà a volare via durante il giorno.
A fine giornata lavare in batea ciò che avete trovato nel secchio e verificate se c'è presenza del nobile metallo, quanto in proporzione al materiale passato. In questo modo, qualora l'esito della dispersione è accertato, è possibile anche stabilire la percentuale di dispersione stessa, calcolando il rapporto tra il totale finale estratto e quello che è stato disperso.
Questa operazione, personalmente, l'ho sempre ritenuta importante perché è un valido modo per constatare e valutare tecnicamente l'efficacia del proprio lavoro.
classifica

mercoledì 15 aprile 2015

Schema delle derivazioni dal fiume Ticino per irrigazione e forza motrice.

SCHEMA DELLE DERIVAZIONI DAL FIUME TICINO
PER IRRIGAZIONE E FORZA MOTRICE.
 
Condivido qui questo interessante schema delle derivazioni e biforcazioni del fiume Ticino, 
che ricordo essere il più ricco di oro alluvionale in Italia.




Fonte: Consorzio del Ticino
http://www.ticinoconsorzio.it/index.php?option=com_content&view=featured&Itemid=9



venerdì 13 marzo 2015

IL CERCATORE D'ORO ITALIANO

NOTE SUL MODERNO CERCATORE D'ORO ITALIANO



Quello che una volta era una dura attività puramente e meramente professionale oggi viene riscoperta come una passione per il tempo libero, un hobby; non è un semplice passatempo ma molto di più, è passione, è filosofia, è disciplina.
Il nuovo corso di questa nobile attività è stato aperto a partire dagli anni settanta da alcuni "ragazzi" temerari che attuavano antiche tecniche coniugandole con mezzi moderni, grazie alla memoria dei "vecchi" è stato possibile iniziare ad evolvere attività che fino a quel momento erano circoscritte alla popolazione locale, promuovendole e facendole conoscere, aprendo musei, accademie, istituendo lezioni, campionati, eventi ed in particolare cito il Professor Pipino che ha ideato i moderni campionati del mondo e che con i suoi libri, la sua testimonianza diretta e la sua enorme competenza ha contribuito alla diffusione della conoscenza di tale attività quando in giro non se ne sentiva parlare quasi per niente, tranne che per i territori circoscritti alle zone fluviali. Noi milanesi, per esempio, al fiume ci si andava solo per fare il bagno o per andare a pescare. Quei temerari, quei "ragazzi" degli anni settanta e ottanta oggi sono i Maestri di quest'arte e i più sono persone appunto che abitano nei pressi di zone aurifere, masticando la cultura aurifera fin dalla più tenera età.

 Le persone di città e tutti coloro che non vivono immersi da sempre in questa realtà hanno indiscutibilmente un approcio differente all'attività di cercatore d'oro ma allo stesso tempo, appunto perché si guarda la cosa da altre angolazioni, allo stesso tempo ciascuno dà col suo entusiasmo, con la sua passione ed applicazione nuove prospettive, tecniche e nuovi modi di pensare e concepire questa meravigliosa attività.

 Non esiste un cercatore identico ad un altro, anche ipotizzando che due possano avere la stessa attrezzatura a disposizione comunque esprimerebbero tecniche diverse, ciascuno di noi vive questa attività in maniera unica per approcio, stile e tecnica.
 Sono molti i punti che accomunano ogni cercatore:
1. Predisposizione per la vita e l'attività immerso in ambienti naturali, rapporto con la natura, spirito d'avventura.
2. Individuazione di zone aurifere come destinazione per le attività.
3. Scelta del punto di scavo, capacità di analisi del territorio in relazione all'attività aurifera.
4. Scavo e realizzazione del fino.
5. Pulizia del fino.
6. Estrazione finale del nobile metallo con imboccettamento in pompetta.
Le variabili di approcio, quelle tecniche, creative e caratteriali applicate saranno quindi gli elementi che fanno la differenza tra un ricercatore e l'altro.
 
classifica

La comunità di cercatori può contare quindi su punti fermi imprescindibili e sulla variante data dalla personalità e dall'originalità di ogni ricercatore il cui confronto è fucina per nuove idee che sempre contornano questo mondo, quindi siano sempre benvenute le nuove idee, le nuove proposte, le nuove generazioni che si affacciano su questo mondo con una ventata di varietà unite ad antiche tradizioni e culture!

mercoledì 2 aprile 2014

Canaletta - sluice GOLDHUNTER SPARTAN, Made in Italy. Manufatti Goldhunter







Canaletta/Sluice Goldhunter

per la ricerca di oro alluvionale
 modello SPARTAN


MISURE
Lunghezza    78 cm circa
Larghezza   20 cm circa
Altezza    7,5 - 8 cm circa
Lunghezza millerighe   37 cm circa
Lunghezza miner moss, da salto a salto   34 cm circa
Peso a secco    2,7 kg circa

CARATTERISTICHE TECNICHE

DIMENSIONI COMPATTE
La SPARTAN è ormai nota per la sua estrema compattezza, la migliore possibile per una sluice di elevato standard qualitativo e di performance finale. La sua larghezza da 20 e la sua lunghezza sia intera che smontata ne fanno un attrezzo estremamente pratico anche da trasportare, di fatto stipabile in un piccolo zaino da 15 litri.

ACCIAIO, METALLO GUERRIERO
Il materiale di base è l’acciaio zincato che conferisce robustezza e stabilità alla canaletta ed una resistenza alle sollecitazioni ambientali nettamente superiore rispetto ad analoghi prodotti realizzati in alluminio.

SCOMPONIBILITA’
La canaletta/sluice Goldhunter Spartan è facilmente scomponibile in due parti per il minimo ingombro durante lo stoccaggio per il trasporto (una volta piegata occupa uno spazio di 42 x 25 cm), come detto si può riporre comodamente in uno zainetto od una sacca. L’assemblaggio è semplice, rapido ed una volta montata, la canaletta è un corpo unico la cui stabilità è garantita efficacemente dall’ancoraggio sui due perni centrali (stabilità orizzontale) e dalle due chiusure laterali (stabilità laterale). La Spartan, inoltre, è dotata di maniglia laterale pieghevole per il trasporto manuale (non fissa, per evitare volumi fissi inutili e ridurre gli ingombri per lo stoccaggio; di fatto è stata studiata ed ottimizzata per una estrema praticità.); la maniglia si monta e si smonta durante le fasi stesse di assemblaggio e smontaggio della canaletta/sluice, rimanendo ripiegata dona alla canaletta una maggior pulizia della linea e quel tocco di eleganza che rivela la costante attenzione per i particolari che contraddistingue lo stile unico di Manufatti Goldhunter.

FACILE DA PIAZZARE IN ACQUA, FACILE DA USARE E PULIRE 
Grazie alle sue dimensioni compatte, la sluice Goldhunter Spartan si piazza molto più agilmente in acqua rispetto a canalette più lunghe e larghe.                       
L’utilizzo della Spartan è davvero semplice ed anche la pulizia finale (e la raccolta del “superconcentrato”) è un’operazione che richiede pochi semplici accorgimenti.      La conformazione di ogni prodotto Goldhunter, la natura e la distribuzione dei materiali sono frutto di una progettazione mirata ed attenta che richiede tempo e dedizione attraverso studi approfonditi storici e moderni, di tecniche, materiali ed idrodinamica applicata con costanti test sul fiume di tutti i prodotti progettati che, una volta promossi sul campo, vengono poi impiegati a livello permanente.
Ogni prototipo progettago e prodotto ed ogni componente o materiale impiegato vengono validati soltanto dopo aver passato una rigorosa serie di prove e di test in varie condizioni di corrente e di tipologia del terreno lavorato.


COME LAVORA LA GOLDHUNTER SPARTAN

In ingresso dell’acqua abbiamo l’abbondante tappeto millerighe che, oltre ad essere una spia eccellente per la presenza del nobile metallo, trattiene già parecchie particelle e scaglie.
Nel loro percorso, alcune scaglie d’oro si spostano verso la “V” o la “X” formata dall’acqua al centro (più o meno) del millerighe, altre rimangono ferme lateralmente oppure possono anche, per “effetto vela”, avanzare più o meno lentamente col passare del tempo ma niente paura, fa parte del percorso estrattivo. Le particelle che avanzano e giungono alla fine del millerighe, incontrano poi una piccola depressione di metallo nudo prima del saltino ed in questo spazio capita che molte scaglie rimangano intrappolate senza riuscire a salire. Le scaglie d’oro che riescono a salire sul riffle e quindi fare il salto, trovano subito il miner moss (o muschio del minatore che dir si voglia) pronte ad accoglierle e “risucchiarle” catturandole nelle sue trame a riccioli, già nel momento in cui l’acqua rallenta e perde potenza al culmine del saltino/riffle e i materiali pesanti vanno a depositarsi in ordine decrescente. Il miner moss è anch’esso lungo ed abbondante, tutto l’oro andrà a depositarsi solo nella prima parte e difficilmente troveremo del nobile metallo anche nella parte anteriore del tappeto, questo perché l’efficacia dell’azione idrodinamica all’interno della sluice permette di indurre le sabbie aurifere ad un preciso percorso produttivo. Al termine del miner moss si trovano il riffle di chiusura ed una piccola sezione di circa 3 cm che ha la funzione di accompagnare l’acqua in uscita e può fungere da  “pozzetto di sicurezza” prima della cascatella d’uscita, se troviamo oro in questa sezione significa che stiamo lavorando nel modo scorretto oppure che siamo fuori da qualche parametro di esercizio dell’attrezzo, forzandolo.
La sezione del miner moss ospita due alette laterali per consentire l’alloggiamento ed il bloccaggio verticale del tappetino, impedendo allo stesso di alzarsi attraverso le sollecitazioni delle correnti d’acqua. La rimozione del miner moss dalla canaletta è facile, basta sfilarlo delicatamente.


MODALITA’ D’IMPIEGO
Piazzare la canaletta inclinandola in avanti per ottenere la miglior conformazione. L’acqua in entrata dev’esser energica ma calma e placida, deve fare una grande “V” all’interno del tappeto millerighe (circa a metà) e se al posto della “V” si forma una “X” meglio ancora. La parte anteriore della canaletta, in uscita dell’acqua, deve favorire la cascatella ed è raccomandabile non immergere quindi questa zona della sluice in acqua per evitare pericolosi ritorni di corrente.
Versare gradualmente nella “linea di lavaggio” (circa 5 cm dopo l’ingresso dell’acqua) della canaletta il materiale preventivamente setacciato ed attendere il tempo necessario per versare il successivo; non intasare la linea di lavaggio caricandola in modo eccessivo o troppo velocemente.
Al termine del lavaggio, pulire la canaletta in un secchio per convogliare tutto il “superconcentrato” della giornata.
La SPARTAN può tenere anche una trentina di secchi trattati prima di dover esser lavata ma questo numero può diminuire nel caso di lavaggio di sabbie particolarmente argillose o paltose piuttosto che granulose, ghiaiose o sabbiose od a causa di correnti più o meno efficaci sul tappetino.


PARAMETRI D’ESERCIZIO E RANGE D’IMPIEGO
Corrente ottimale: 2 – 2,5 metri al secondo.
Altezza ottimale dell’acqua in canaletta: 2-3 cm.
Inclinazione massima  della canaletta: 19 gradi.
Capacità di secchi lavati raccomandata: 25 secchi.


                     COME PULIRE LA CANALETTA


Le canalette Goldhunter non sono un prodotto industriale ma sono realizzate a mano e numerate in serie con punzonatura sulla targhetta. Compatte ed altamente perfomanti, fatte per durare nel tempo e per accompagnare nella massima efficacia le giornate di un cercatore d’oro, il modello SPARTAN è particolarmente apprezzata sia da neofiti che esperti per la rinomata efficacia e facilità d’impiego, per le comodità garantite da scomponibilità e da maniglia di trasporto ripiegabile, oltre che per la loro bellezza estetica, con linee eleganti, con cura e ricercatezza anche dei particolari che fanno delle canalette Goldhunter oggetti inconfondibili.
Manufatti Goldhunter è garanzia di elevato standard qualitativo frutto di una visione creativa, di uno stile progettuale e realizzativo unico; puro ingegno ed artigianato italiani. 

      Presentazione indoor della canaletta Goldhunter SPARTAN ed unpackaging 

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