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mercoledì 3 gennaio 2018

Estratto numero 1 dal "Decalogo del moderno cercatore d'oro".

ESTRATTO NUMERO UNO DAL 
DECALOGO DEL MODERNO CERCATORE D'ORO


DEDICATO AL MODERNO CERCATORE D'ORO

 Un cercatore senza etica e disciplina è solo un manovale con una pala per scavare.


VADEMECUM GOLD HUNTER
SULLA DISCIPLINA
DELLA MODERNA RICERCA AURIFERA


1
Della natura siamo sempre gli ospiti e mai i padroni

Nei vari scenari naturali che visitiamo di volta in volta, nulla ci appartiene. Alcuni dicono "il fiume è di tutti" ma in realtà è solo a disposizione, non di proprietà.
 Il fiume è del fiume e della natura stessa che coi suoi elementi lo plasma a suo piacimento, è sacro come la vita ed il tempo che scorre all'infinito, va rispettato lui ed il suo mondo come un vecchio e saggio amico e la sua casa. Vanno rispettati l'acqua, le rocce, la terra, gli animali, le piante, va rispettato tutto l'ecosistema che ci accoglie ogni volta nel suo "tempio naturale".

2
 Obiettivo “impatto zero”

Cerchiamo di svolgere le attività durante la nostra giornata nel pieno rispetto dell'ambiente circostante, riducendo l'impatto il più possibile e tenendo come ideale l’ipotetico “impatto zero". Ricoprire i propri scavi è fondamentale in chiave naturalistica ed ecologica, ciò permette di non stravolgere lo strato umifero (come ricordano e citano i regolamenti di Lombardia e Piemonte) e quindi di non interferire con l'ecosistema naturale.
Le buche lasciate aperte possono intrappolare tanti avannotti quando l'acqua si ritira, sono pericolose per chi cammina in quel punto quando è sommerso poiché non è possibile distinguere bene ad occhio l'altezza della buca e ci si può far male (come capitato ad alcuni cercatori). Come ultimo motivo (ma di specifico interesse per la ricerca aurifera), una buca ed una serie di scavi ben ricoperti su una determinata punta sono chiamati "coltivazioni d'oro", poiché un cercatore consapevole sa che, dopo ogni piena, in quei punti si andrà a depositare ancora del nobile metallo anche se in concentrazione variabile da piena a piena.
Ricoprire una buca è quindi un atteggiamento tre volte virtuoso: sotto il punto di vista ecologico e del rispetto della natura, sotto il punto di vista legale e sotto il punto di vista del cercatore d'oro consapevole. 
Non devastiamo, demolendo e snaturando oltremisura, gli argini dei nostri torrenti e rii ma lavoriamo sul bedrock con consapevolezza, senso della misura e cognizione di causa sul perché stiamo operando in un modo piuttosto che in un altro. Tenendo conto del territorio, così come lo troviamo, possiamo farci un’idea sul tipo d’impatto che avremo sulla zona tra operazioni di scavo e possibile ripristino; cerchiamo di sapere quello che stiamo facendo in ogni momento. 
Al termine della giornata di ricerca portiamo via tutta la nostra spazzatura, dedichiamogli uno o più sacchetti e possibilmente ogni tanto buttiamo dentro anche qualche rifiuto trovato sul posto; un semplice ed apparentemente piccolo gesto che, se moltiplicato per quanti cercatori ne hanno consapevolezza, acquisice rilevanza culturale.
Non sfruttiamo il luogo naturale oltre il consentito dalla legge e dalla buona morale ma aiutiamolo a preservarsi nel tempo, come un buon amico. Abituiamoci quindi ad una condotta sempre adeguata al contesto naturale che visitiamo e poniamoci come obiettivo quello di lasciare il sito con meno tracce del proprio passaggio, appunto inseguendo l’ideale ipotetico di "impatto zero" per quanto possibile.

3
LA NOSTRA LIBERTA’  E’ SACRA AL PARI DELLA LIBERTA’ ALTRUI

LIBERTA’ è la condizione umana in cui agire in pieno diritto senza sottostare ad imposizioni o restrizioni al di fuori delle regole comuni sancite ufficialmente.
La nostra libertà è sacra come quella degli altri, un diritto inalienabile che va rispettato ed onorato come la vita stessa.
Ogni cercatore è prima di tutto una persona che gode dei nostri stessi diritti e fruisce del libero arbitrio per scegliere quali comportamenti adottare nel tempo, quale tipo di valori esprimere o seguire nella ricerca.
Ciascuno segue il percorso che più gli pare opportuno ed è naturalmente libero di fare le proprie esperienze.
Cerchiamo di non prevaricare o limitare la libertà altrui se vogliamo che gli altri facciano lo stesso con noi, non possiamo pretendere o difendere il diritto della libertà se lo neghiamo a nostra volta. Il rispetto dell’altro è fondamentale, conoscenti o sconosciuti e lo si manifesta anche attraverso il modo di agire sul territorio, considerando che tutte le zone aurifere autorizzate sono liberamente usufruibili da chiunque e non solo da noi cercatori.


Sergio Cirillo – Gold Hunter


 


lunedì 13 febbraio 2017

Come si classifica l'oro in natura?

COME SI CLASSIFICA L’ORO IN NATURA E COS’E’ L’ORO ALLUVIONALE?

L’oro in natura è considerato sempre nativo per definizione e viene sostanzialmente classificato a seconda del tipo di deposito aurifero, in giacimenti PRIMARI e SECONDARI.
Per giacimenti primari s’intende quelli con il nobile metallo ancora completamente incastonato nei filoni di quarzo aurifero (generalmente filoni idrotermali) associato per lo più a pirite ed arseniopirite mentre se di origine subvulcanica tende più ad essere legato con argento e minerali d’argento, quarzo, carbonati, solfuri e fluorite.
Nei giacimenti secondari l’oro è prevalentemente aggregato a minerali come la magnetite, la monazite, lo zirconio ed il corindone.
I giacimenti secondari li possiamo suddividere sostanzialmente in tre tipologie di deposito ben definite: eluviali, colluviali ed alluvionali – fluviali.


DEPOSITO ELUVIALE

Per depositi eluviali intendiamo depositi per azione diretta sul giacimento primario di agenti naturali e climatici come piccoli rii, sorgenti, acqua piovana, gelo, pioggia, vento e caldo/freddo che smuovono e deteriorano il materiale del deposito primario, spezzandone la struttura originale e librando l’oro nelle sue forme successive (l’oro cambia durante il suo percorso fino a valle, tende a perdere le sue impurità oltre che a variare la sua morfologia per via dell’estrema duttilità di questo metallo) che così viene depositato nel primo strato utile, appunto il deposito eluviale.


DEPOSITI COLLUVIALI

I depositi colluviali sono quegli strati auriferi che si formano a seguito dell’azione sui depositi eluviali, in sostanza ne sono la successiva e diretta rielaborazione da parte degli agenti naturali e climatici sopra citati che determinano un nuovo strato di accumulo di materiale aurifero elaborato da quello eluviale, tale strato è quindi appunto il deposito colluviale, negli stadi intermedi tra il deposito eluviale ed i terrazzi più a valle.



DEPOSITI
ALLUVIONALI – FLUVIALI

Col termine di depositi fluviali si identificano tutti quegli strati, generalmente più a valle, interessati dalle acque mentre gli eluviali ed i colluviali ne sono coinvolti solo parzialmente ed in modo localizzato.
I depositi alluvionali si formano attraverso l’azione diretta delle acque (principalmente durante le piene in maniera variabile) che raspando le sponde di fiumi e torrenti, smuovono, travolgono e trasportano i detriti facendo depositare nel primo punto utile l’oro e tutto il materiale pesante in ordine decrescente.






 
Quest’ultimo schema dei depositi morenici e terrazzi alluvionali nel territorio della Bessa illustra alcuni importanti riferimenti geologici e cenni storici delle attività aurifere interessate dalla stessa.

Tutti i dati sono sempre validi indicativamente e scientificamente, ricordandoci che la teoria è importante ma la pratica è fondamentale. Chiudo l’argomento tecnico citando la frase di un signore di nome Paolo B. che di professione fa il prospettore di oro e diamanti in Africa per importanti compagnie minerarie:


"I pietroni sono la parte superiore del bedrock, la parte che è stata interessata dalla azione meccanica glaciale e alluvionale del territorio. E' proprio in quelle crepe che è possibile incontrare la maggior quantità di minerale, questo non vuol dire che... nell'alluvionale sopra non ci sia nulla ...."




Si ringrazia Matteo Oberto di Duck Gold Prospecting per la consulenza.


venerdì 6 gennaio 2017

Dove e come cercare l'oro. Sessione di geologia aurifera applicata alla ricerca.


IN COLLABORAZIONE CON DUCK GOLD PROSPECTING


SESSIONE DI GEOLOGIA AURIFERA

LE PUNTE (Parte seconda)

Riprendiamo qui la sessione di geologia aurifera in chiave di ricerca dopo il successo del primo articolo dedicato alle punte e su come e dove cercare l'oro, qui andremo ad approfondire un po' tutte le tematiche che sono state illustrate nell'articolo introduttivo precedente (Se non lo avete letto vi invito qui a farlo subito od in un secondo tempo, l'articolo lo trovate cliccando comodamente questo link.)


Primo argomento:
Identificazione di una punta.

Per iniziare partiamo con un video didattico che spiega come leggere i corsi d'acqua in modo da determinare teoricamente le zone di prossima prospezione, attraverso l'illustrazione dei comportamenti idrodinamici e geologici che caratterizzano la formazione di punte aurifere, un video a carattere geologico - scientifico in chiave di ricerca aurifera a nostra disposizione grazie alla collaborazione con Duck Gold Prospecting, come saranno appunto tutti i video di questa rubrica. 



Secondo argomento:
Come leggere la punta e come lavorare lo scavo.

Una volta identificata la punta si deve quindi procedere ad una lavorazione ottimale, ecco che in questo video viene spiegata la definizione delle scie aurifere e di come è possibile seguirle con metodo di prospezione ben preciso, indicazioni su come procedere ad uno scavo, come trattare una buca e perché (l'argomento buche e scavi è stato più volte ripreso anche da me sia in radio che sul blog oltre che su facebook).
Come prospettare e come lavorare la punta sia nel breve che nel lungo termine.
Tutte le indicazioni sono date come suggerimento per ottimizzare le proprie tecniche di ricerca o per approciarsi a questa disciplina per un neofita, costituiscono materiale prezioso per la conoscenza in campo aurifero e aiutano sicuramente tutti ad arricchire la propria cultura in materia, ancora una volta attraverso le parole di Matteo, fondatore di Duck Gold Prospecting. 




Terzo argomento:
Embricatura - in teoria

Nel precedente video abbiamo sentito parlare di embricatura.
Di cosa si tratta e perché è così importante conoscerla ai fini della nostra attività di cercatori d'oro? 
Come già sappiamo le pietre costituiscono un ostacolo naturale e che sotto, dietro e davanti ai grandi massi possiamo trovare la presenza di oro (curiosità: la ricerca di questo tipo è chiamata anche "a nido") ma molti di noi forse non conoscono magari ogni aspetto dei comportamenti naturali sia delle pietre di grandi dimensioni che di quelle medie e piccole, conoscere queste importanti tematiche ci dà la possibilità di ampliare enormemente la capacità di lettura del territorio circostante che è imprescindibilmente una delle caratteristiche fondamentali per un cercatore; senza capacità di lettura ed analisi del territorio non si può nemmeno pensare di capire dove scavare, dove iniziare e come indirizzare i propri sforzi.
Ecco che in questa terza parte viene spiegata ed illustrata teoricamente l'embricatura a livello tecnico ed il  forte legame di questo principio naturale con la ricerca aurifera, appunto per sua stessa natura.




Quarto argomento: 
Embricatura - in pratica
Ricerca sul torrente ed illustrazione di embricature sul posto oltre ad ulteriori e preziosi consigli ed accorgimenti su come leggere il territorio direttamente dal letto del torrente Orco nei pressi di Rivarolo (TO) nel video di Duck Gold Prospecting girato da Matteo. 
In questo documento viene illustrato direttamente dal letto del torrente.
Ciò che nel precedente contributo è stato spiegato in maniera teorica, qui completa la lezione con la parte pratica spiegando in maniera chiara e limpida le zone migliori in cui cercare ma ancora di più facendoci capire che i sassi non sono messi lì a caso e che possiamo imparare a guardarli diversamente, possiamo interpretarli e leggerli e che da essi è possibile attingere ad una quantità di informazioni enorme, perchè come ci dice sempre il buon Matteo ì l'uomo che ha preso spunto dalla natura e non vicecersa, più conosciamo gli elementi naturali che ci interessano e più aumentiamo la nostra cultura e consapevolezza come cercatori d'oro.




Italian Gold Fever è orgoglioso di presentare questo documento prodotto in collaborazione con Matteo Oberto di Duck Gold Prospecting che voglio ringraziare per l'enorme contributo scientifico, umano e tecnico ai fIni della ricerca aurifera che sta dando a tutta la comunità di cercatori in Italia e non solo. 
Italian Gold Fever - National Blog Magazine e Duck Gold Prospecting sono supporter ufficiali e sponsor partner.








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